Hezbollah ha rivolto nuove accuse contro lo Stato libanese, mentre l'esercito israeliano avanza nel sud del paese: Mahmoud Comati, membro del Consiglio politico del movimento sciita, ha affermato che Israele "è riuscito ad avanzare di qualche chilometro nel sud perché noi lo abbiamo svuotato per compiacere chi è al potere in Libano", in riferimento alla maggioranza di governo.
Il riferimento di Comati è inoltre è al ritiro, almeno sulla carta, dei combattenti di Hezbollah dall'area a sud del fume Litani dopo l'accordo di cessate il fuoco tra Libano e Israele del novembre 2024, basato sulle linee della risoluzione 1701 dell'ONU.
Comati ha accusato il presidente Joseph Aoun e la maggioranza di governo di voler "colpire la resistenza" durante questo mandato. Poi ha minacciato direttamente chi chiede il monopolio statale delle armi: "se alcuni vogliono toglierci le armi, vogliono toglierci l'anima () e se vogliono toglierci l'anima, noi la toglieremo a loro".
Il dirigente di Hezbollah ha infine difeso la scelta del partito di Dio libanese di rimanere alleato all'Iran, affermando che il movimento è "fiero" di questa alleanza. E che il cessate il fuoco tra Israele e Libano "non sarebbe nemmeno stato preso in considerazione senza la pressione iraniana".