Estero

Brasile, dopo stop a carne Ue apre a verifiche separate su prodotti

13 maggio 2026
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L'Unione europea ha accettato di valutare separatamente i diversi prodotti animali esportati dal Brasile per verificare singolarmente il rispetto delle norme sanitarie comunitarie. Lo riferiscono fonti del governo brasiliano, definendo la decisione un primo segnale di apertura nei negoziati dopo l'esclusione del Brasile dalla lista dei Paesi autorizzati a esportare determinati prodotti di origine animale nel blocco europeo.

L'intesa è maturata dopo un incontro a Bruxelles tra l'ambasciatore brasiliano presso l'Unione europea, Pedro Miguel da Costa e Silva, e le autorità sanitarie comunitarie. Il nuovo approccio rappresenta un primo passo avanti perché supera una valutazione indistinta dell'intero comparto agroalimentare e introduce verifiche specifiche per ciascun prodotto esportato.

Nella versione iniziale del regolamento europeo, l'esclusione del Brasile avrebbe potuto colpire in modo generalizzato carne bovina, pollame, uova, pesce, insaccati, animali vivi e miele a partire dal 3 settembre, data prevista per l'entrata in vigore delle nuove norme Ue sugli antimicrobici. Con il nuovo orientamento, anche nello scenario peggiore ciò potrebbe consentire di limitare eventuali restrizioni soltanto ad alcune categorie, evitando un blocco totale delle esportazioni verso il mercato europeo.

Intanto il ministero dell'Agricoltura brasiliano invierà entro dieci giorni documenti aggiuntivi per dimostrare il mancato utilizzo di antimicrobici vietati negli allevamenti destinati all'export.

2 miliardi di dollari export a rischio

Il blocco all'export brasiliano di carne deciso dall'Unione europea potrebbe infatti mettere a rischio oltre 2 miliardi di dollari di esportazioni agroalimentari dal Paese sudamericano.

Lo riferisce il portale Globo Rural, dopo la decisione della Commissione europea di escludere il Brasile dalla lista dei Paesi autorizzati a esportare prodotti di origine animale nel blocco comunitario per il mancato rispetto delle norme sull'uso degli antimicrobici negli allevamenti. La misura entrerà in vigore il 3 settembre e ha provocato irritazione nel governo brasiliano. Anche il settore contesta la scelta di Bruxelles.

L'Associazione brasiliana delle proteine animali (Abpa) ha sostenuto che il comparto "rispetta già la legislazione europea sull'uso degli antimicrobici", mentre l'Associazione brasiliana delle industrie esportatrici di carne (Abiec) ha assicurato che la filiera sta lavorando insieme al ministero dell'Agricoltura per adeguarsi alle nuove richieste europee. Una missione tecnica dell'Ue è attesa in Brasile nel secondo semestre per completare il processo di verifica.

Secondo i dati del ministero dell'Agricoltura, tra gennaio e marzo del 2026 le esportazioni brasiliane di carne verso l'Ue hanno già raggiunto i 508,7 milioni di dollari, per un volume di 116,5 mila tonnellate. Nel 2025 il blocco ha acquistato dal Brasile proteine animali per circa 1,8 miliardi di dollari, pari a 368,1 mila tonnellate, confermandosi il secondo mercato delle carni brasiliane dopo la Cina.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni