Estero

Europei fanno asse con Carney per il rispetto delle regole e il multilateralismo

Al summit Cpe di Erevan si è parlato di pace nel Caucaso, relazioni transatlantiche, difesa ed energia; Macron presente, alcune defezioni

4 maggio 2026
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Il luogo fa mezzo vertice. Uno dopo l'altro i leader che hanno preso parte all'ottavo summit della Comunità Politica Europea (Cpe) hanno sottolineato quanto sia stata "storica" la scelta dell'Armenia di ospitarlo, in accordo con l'Azerbaigian.

Il percorso di pace nel Caucaso meridionale appare davvero come una scheggia di speranza in un mondo dove prospera l'escalation (parole del presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, co-organizzatore). Ma a galvanizzare gli animi, ancora una volta, è il premier canadese Mark Carney, che a Erevan ha esortato a "non arrendersi a un mondo più transazionale, chiuso e spietato".

Il riferimento, tra le righe, è al ciclone Trump. Molto di quello che si è discusso tra panel, pranzi e corridoi ha riguardato le "relazioni transatlantiche", argomento imprescindibile se si vuole affrontare il tema della sicurezza e della difesa. Carney ha sottolineato "l'immenso potenziale delle nostre alleanze" per arrivare a un mondo "migliore, più prospero, sostenibile e giusto".

"È mia ferma convinzione - ha concluso - che l'ordine internazionale verrà ricostruito e verrà ricostruito a partire dall'Europa". È una ventata di positività che non sempre trova sponda. Il vecchio mondo, sintetizza una fonte europea bene informata, si sente "costantemente sotto scacco" e patisce la pressione su vari fronti, che sia la sicurezza, l'energia o il commercio. E non è solo un 'sentiment' che si respira nell'Unione Europea.

La Cpe serve proprio per alzare lo sguardo oltre lo steccato e a Erevan si respira aria di famiglia, di sfide comuni da affrontare insieme, pur con le diverse sfumature. "C'è un modo europeo nel fare le cose: la via del multilateralismo con al centro la carta dell'Onu e il rispetto per il diritto internazionale. Il summit di oggi mostra che porta risultati", ha sintetizzato Costa.

Certo, non è tutto oro ciò che luccica. Al termine del summit i tre leader - Costa, l'armeno Nikol Pashinyan e l'irlandese Micheál Martin - non hanno preso domande, il che non è proprio il trionfo del liberalismo. Il presidente azero Ilham Alyiev (che si è collegato in remoto, anche questo a modo suo è stato giudicato storico) nel suo intervento ha criticato il Parlamento Europeo e il Consiglio d'Europa, colpevoli secondo lui di "menzogne" e "doppi standard" contro il suo Paese.

Inoltre si segnala qualche defezione di troppo. Il cancelliere tedesco Merz, ad esempio, alla fine non si è presentato. All'opposto, il francese Emmanuel Macron, che ha abbinato una visita di Stato all'Armenia e la sera prima del vertice si è concesso una passeggiata notturna con Pashinyan per le vie di Erevan, acclamato dalla folla (c'era chi cantava persino la Marsigliese).

A ricoprire la parte del grillo parlante è stato l'ex premier olandese Mark Rutte, segretario generale della Nato. Gli europei, assicura, hanno "recepito il messaggio" degli Usa, dopo la delusione del comportamento sull'Iran - ma lo ripete da qualche settimana - e ora si stanno adoperando "ad attuare" gli accordi bilaterali sulle basi.

Macron, tuttavia, sulla situazione a Hormuz ha tenuto il punto. Nessuna forzatura, riapertura dello Stretto in accordo con l'Iran, intervento della coalizione solo ad acque calme. "La nuova iniziativa di Trump? Non so cosa sia", ha tagliato corto a chi gli chiedeva del Project Freedom. Quanto al resto, la strategia ormai è nota: investire di più nella difesa, imparare ad agire da soli quando serve (appunto con il format delle coalizioni, come sull'Ucraina), ed essere più sovrani su energia e catene di approvvigionamento.

Dopo di che, l'Europa resta l'Europa, con una certa dose fisiologica di divisioni (non ultimo su come affrontare la sfida Trump nel concreto, ad esempio sul commercio). Tuttavia per litigare c'è tempo e, soprattutto, il Consiglio Europeo. Alla Cpe ci si concentra su ciò che unisce. Prossima tappa, Dublino.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni