Melnyk denuncia difficoltà di reclutamento russo, oltre 5.000 droni e missili causano decine di vittime e chiede all'Ue aiuti pari all'1% del PIL
"La macchina da guerra del Cremlino sta vacillando e il reclutamento dei soldati da impiegare nel conflitto contro l'Ucraina sta diventando sempre più difficile". È quanto ha sostenuto il Rappresentante Permanente dell'Ucraina presso le Nazioni Unite, Andrii Melnyk, intervenendo al Consiglio di Sicurezza dell'Onu riunito in sessione d'emergenza ieri pomeriggio, su richiesta di Kiev, per discutere della situazione in Ucraina a seguito dei raid aerei russi su larga scala che hanno colpito Dnipro e altre città ucraine.
Secondo le autorità ucraine, tra la fine di marzo e la metà di aprile sono stati lanciati oltre 5.000 droni e missili, che hanno ucciso decine di civili e ne hanno feriti centinaia. Il conflitto ha esacerbato le tensioni e l'insicurezza nella regione, come dimostrano i droni avvistati questo mese in Estonia, Lettonia, Lituania e Finlandia. Melnyk, dopo aver esortato gli Stati Uniti a scegliere il bastone piuttosto che la carota per ristabilire una pace duratura, ha sostenuto: "Putin sarà sconfitto militarmente".
In questa guerra, ha detto, "ogni mese, dai 30.000 ai 35.000 soldati russi perdono la vita, e le nuove reclute mandate al macello dal Cremlino hanno un'aspettativa di vita di poche settimane, se non addirittura di pochi giorni". Inoltre, secondo Melnyk, "le conquiste territoriali ottenute dalla Russia sono irrisorie rispetto allo strabiliante costo umano". Secondo le sue stime, "per realizzare il bizzarro sogno di Putin e occupare tutta l'Ucraina, la Russia dovrebbe sacrificare 122 milioni di soldati". "Come si può definire questa una gloriosa vittoria?", ha chiesto retoricamente Melnyk, esortando l'Unione Europea ad adottare una decisione politica che destini l'1% del suo PIL agli aiuti militari per il suo Paese.