Nel rincorrersi di voci di contrasti interni al governo iraniano tra la linea degli irriducibili delle Guardie rivoluzionarie e quella di esponenti di governo più moderati, oggi in occasione dell'anniversario della fondazione del corpo, il presidente Masoud Pezeshkian ha diffuso un messaggio affermando che "tale ricorrenza ricorda la lungimiranza e la prudenza del defunto fondatore della Repubblica Islamica, l'imam Khomeini". Lo rende noto l'agenzia di stampa iraniana IRNA.
Secondo il presidente, i pasdaran "hanno svolto un ruolo decisivo nel corso della storia della Rivoluzione Islamica nel salvaguardare l'indipendenza, la sicurezza e la dignità dell'Iran". Descrivendoli come "un albero puro e robusto che è cresciuto forte nel tempo", Pezeshkian ha aggiunto che i risultati del corpo "derivano da anni di impegno dedicato, continua prontezza operativa e una solida comprensione della guerra moderna e ibrida".
Intanto, la resistenza iraniana torna in piazza a Bruxelles per denunciare la repressione del regime di Teheran e sollecitare l'Europa ad aumentare la pressione. Circa 300 manifestanti si sono radunati davanti al Parlamento europeo, punteggiando Place du Luxembourg di bandiere iraniane e cartelli in farsi con slogan "Né shah, né mullah, sì a una repubblica democratica in Iran".
Davanti al palco allestito per l'occasione, un maxi schermo proietta in sequenza i volti, i nomi e le storie dei prigionieri politici giustiziati nelle ultime settimane, tra cui uno proprio oggi. Secondo gli attivisti, nelle ultime tre settimane le esecuzioni sarebbero state almeno 17. Accanto, scorrono le immagini delle proteste più recenti in Iran, tra cortei repressi e giovani arrestati.
La mobilitazione è promossa dal Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Ncri). La leader, Maryam Rajavi, questa mattina in Aula ha rilanciato il suo piano in dieci punti per il futuro del Paese, chiedendo la creazione di una repubblica democratica, la separazione tra Stato e religione, elezioni libere e diritti garantiti. Tra slogan e interventi dal palco, il messaggio converge sulla richiesta netta di un cambio di passo europeo.