Lavorava a un'operazione contro l'Iran, rivela il direttore del Mossad
L'agente del Mossad, identificato solo come "M.", morto tre anni fa nel naufragio di un battello sul Lago Maggiore, era impegnato in un'operazione contro l'Iran. La rivelazione è stata fatta dal direttore del Mossad, David Barnea, durante la Giornata dedicata ai caduti in guerra a Tel Aviv.
Secondo quanto riportato da diversi media israeliani e italiani, tra cui Il Messaggero, Libero, La Verità, La Repubblica e Il Sole 24 Ore, "M." collaborava con l'intelligence italiana per impedire a Teheran di ottenere armi avanzate. Il naufragio, avvenuto il 28 maggio 2023, costò la vita anche a due agenti italiani e alla moglie russa dello skipper italiano.
Barnea ha elogiato "M." per la sua creatività, astuzia e uso della tecnologia, sottolineando il suo significativo contributo alla campagna contro l'Iran. Durante l'Operazione 'Ruggito del Leone', Barnea ha espresso orgoglio per il carattere e le azioni di "M.", caduto mentre svolgeva la sua missione fuori da Israele.
All'epoca del naufragio, il governo israeliano aveva descritto "M." come un "pensionato" del Mossad. L'incidente avvenne quando la barca 'Goduria', con a bordo 21 persone tra italiani e israeliani, fu sorpresa da una tempesta nei pressi di Lisanza, una frazione di Sesto Calende.
Tra le vittime del naufragio vi furono gli agenti dell'Aise Claudio Alonzi e Tiziana Barnobi, rispettivamente di 53 e 62 anni, e l'agente israeliano "M.", di 50 anni. Morì anche Anya Bozhkova, moglie dello skipper Claudio Carminati, che ha patteggiato una pena di 4 anni per naufragio colposo nel 2024.