Classificazione per grado di capacità letale, eccezioni per "circostanze speciali" e export di sistemi d'arma vincolato ad accordi sulla protezione delle informazioni
Il governo giapponese ha approvato una revisione delle norme che regolano l'esportazione di equipaggiamenti per la difesa, introducendo un quadro più flessibile che apre alla vendita di armamenti all'estero e un potenziamento della cooperazione in materia di sicurezza con i Paesi partner. Le modifiche, volute dalla premier Sanae Takaichi, considerata un falco in materia di sicurezza, e deliberate dal Consiglio dei ministri e dal Consiglio di sicurezza nazionale, intervengono sui cosiddetti "tre principi sul trasferimento di equipaggiamenti e tecnologie per la difesa".
Le nuove norme superano il precedente vincolo che limitava le esportazioni a cinque categorie non offensive — tra cui soccorso, trasporto, sorveglianza e sminamento — e introducono una classificazione degli equipaggiamenti basata sul grado di capacità letale. Per i sistemi non letali, come radar di allerta e controllo, non sono previste restrizioni significative. Secondo l'esecutivo, la revisione risponde a un contesto strategico definito "il più critico per il Paese dalla fine della Seconda guerra mondiale". Resta in linea di principio il divieto di esportazione verso Paesi coinvolti in conflitti armati, ma il testo introduce eccezioni in "circostanze speciali", che terranno conto delle esigenze di sicurezza di Tokyo e delle "operazioni militari degli Stati Uniti", principale alleato del Giappone, nella regione dell'Indo-Pacifico. Per quanto riguarda i sistemi d'arma, inclusi assetti navali e missilistici, l'export sarà consentito esclusivamente verso Paesi che abbiano sottoscritto con Tokyo accordi per la protezione delle informazioni sensibili in ambito difesa. La decisione finale sulle autorizzazioni spetterà al Consiglio di sicurezza nazionale. Le nuove disposizioni prevedono inoltre che il Parlamento venga informato delle esportazioni solo dopo l'approvazione governativa, una scelta che potrebbe alimentare il confronto politico interno. Le opposizioni chiedono infatti un coinvolgimento preventivo nel timore di un possibile contributo del Giappone all'inasprimento dei conflitti internazionali o a dinamiche di riarmo. Fa eccezione il programma per i caccia di nuova generazione Global Combat Air Programme (Gcap), sviluppato con Italia e Regno Unito, per il quale sarà necessaria una specifica approvazione da parte del Consiglio dei ministri.