Il premier britannico atteso ai Comuni per difendersi dalle accuse
Il primo ministro laburista britannico, Keir Starmer, si trova nuovamente al centro di una tempesta politica a Westminster. È atteso oggi alla Camera dei Comuni per rispondere alle critiche riguardanti la controversa nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore negli Stati Uniti. La scelta, effettuata lo scorso anno, è stata revocata dopo che sono emersi nuovi dettagli sullo scandalo legato al defunto faccendiere Jeffrey Epstein, con cui Mandelson aveva legami noti.
Starmer è sotto attacco da parte delle opposizioni, che chiedono le sue dimissioni e stanno utilizzando ogni strumento parlamentare per esercitare pressione. Anche all'interno del suo partito, il Labour, emergono malumori. Il premier è chiamato a rettificare le sue precedenti dichiarazioni in Parlamento, dove aveva definito la nomina un "errore", pur sostenendo di aver rispettato tutte le procedure di controllo previste.
Tuttavia, recenti rivelazioni indicano che Mandelson fu nominato prima del completamento del processo di vetting, durante il quale i servizi d'intelligence avevano espresso parere contrario. Starmer ha attribuito la responsabilità di aver ignorato tale parere al segretario generale del ministero degli Esteri, Olly Robbins, che è stato licenziato la settimana scorsa. Il premier sostiene di non essere stato informato delle riserve dei servizi fino a pochi giorni fa.
Il dibattito ai Comuni si preannuncia acceso, con i media che sollevano dubbi sulla versione di Starmer, respinta come inattendibile dalle opposizioni. La leader conservatrice Kemi Badenoch ha dichiarato di essere pronta a utilizzare "tutte le opzioni parlamentari disponibili", inclusa una mozione di sfiducia, per costringere Starmer a dimettersi.
Nonostante le pressioni, il premier e i suoi sostenitori, tra cui il ministro Douglas Alexander, rimangono fiduciosi. Alexander ha dichiarato alla BBC che Starmer "supererà assolutamente" anche questa crisi e ha negato che il premier abbia mentito.
Intanto, Robbins, considerato da molti un capro espiatorio, potrebbe smentire la linea difensiva di Starmer già domani, durante un'audizione davanti alla commissione Esteri della Camera. Secondo il Financial Times, Robbins sta valutando un'azione legale contro il governo per difendere la sua reputazione.