Il vicepresidente USA deluso dall'Europa sulla questione Ucraina, ma apprezza il supporto di alcuni leader.
Il vicepresidente americano JD Vance ha espresso delusione nei confronti della leadership politica europea per la loro apparente mancanza di interesse nel risolvere la guerra in Ucraina. Parlando al Mathias Corvinus Collegium di Budapest, un think tank vicino al governo di Viktor Orban, Vance ha sottolineato che, sebbene gli Stati Uniti siano una 'nazione figlia' dell'Europa, si aspettavano un maggiore impegno da parte dei leader europei.
Vance ha riconosciuto il supporto di alcuni partner, tra cui Giorgia Meloni e alcune capitali europee, che hanno offerto aiuto dietro le quinte. Tuttavia, ha riservato particolari elogi a Viktor Orban, definendolo il più utile per aver spinto gli Stati Uniti a comprendere entrambe le parti del conflitto.
Riguardo alla tregua tra Stati Uniti e Iran, Vance ha spiegato che gli iraniani hanno accettato di riaprire lo stretto di Hormuz, mentre gli Stati Uniti hanno deciso di fermare gli attacchi, creando così una fragile base per la tregua. Ha aggiunto che, secondo il presidente Trump, gli iraniani sono negoziatori più abili di quanto siano combattenti, e ha sottolineato l'importanza di negoziare in buona fede per raggiungere un accordo.
Vance ha espresso ottimismo sulla possibilità di risolvere la guerra in Ucraina, affermando che il conflitto ha perso di significato, dato il costo umano ed economico. Ha sottolineato che, sebbene gli Stati Uniti possano facilitare il dialogo, spetta a russi e ucraini compiere i passi necessari verso la pace.
Infine, Vance ha riconosciuto che, nonostante le difficoltà iniziali nel far esprimere chiaramente le posizioni a russi e ucraini, ora entrambe le parti hanno documentato le loro richieste, avvicinandosi a un possibile accordo, anche se le loro posizioni non coincidono ancora del tutto.