Nella sua prima benedizione ‘urbi et orbi’, Papa Leone XIV invita a mettere da parte odio e vendetta

Occorre mettere da parte odio e vendetta e ricordare che «la forza con cui Cristo è risorto è totalmente non violenta». Lo ha detto il Papa nella tradizionale benedizione ‘urbi et orbi’. Quindi la forza di Dio è «simile a quella di un cuore umano che, ferito da un'offesa, respinge l'istinto di vendetta e, pieno di pietà, prega per chi lo ha offeso».
«Questa è la vera forza che porta la pace all'umanità, perché genera relazioni rispettose a tutti i livelli: tra le persone, le famiglie, i gruppi sociali, le nazioni. Non mira all'interesse particolare, ma al bene comune; non vuole imporre il proprio piano, ma contribuire a progettarlo e a realizzarlo insieme agli altri», ha detto ancora Leone XIV.
Quindi «la risurrezione di Cristo è il principio dell'umanità nuova, è l'ingresso nella vera terra promessa, dove regnano la giustizia, la libertà, la pace, dove tutti si riconoscono fratelli e sorelle».
Nella sua omelia, Papa Leone XIV ha ricordato Bergoglio che, a Pasqua dello scorso anno, lasciò le sue ultime parole al mondo nel corso della benedizione ‘urbi et orbi’. «C‘è una sempre più marcata ’globalizzazione dell'indifferenza‘, per richiamare un'espressione cara a Papa Francesco, che un anno fa da questa loggia rivolgeva al mondo le sue ultime parole, ricordandoci: ’Quanta volontà di morte vediamo ogni giorno nei tanti conflitti che interessano diverse parti del mondo!'».
Papa Leone XIV ha poi formulato i suoi auguri: «Buona Pasqua! Portate a tutti la gioia di Gesù risorto e presente in mezzo a noi», esprimendosi in dieci lingue: italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese, polacco, arabo, cinese e latino.