Il Dipartimento di Stato: Marco Rubio revoca le loro Green Card; le donne sono in custodia dell'ICE in attesa di espulsione
Gli agenti federali americani hanno arrestato negli Stati Uniti, venerdì, la nipote e la pronipote del defunto generale iraniano Qasem Soleimani, ucciso in un blitz statunitense a gennaio del 2020 con un drone: lo riferisce il Dipartimento di Stato.
Le due donne sono state arrestate dopo che il segretario di Stato Marco Rubio ha revocato il loro status di residenza permanente.
"Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia sono ora sotto la custodia dell'U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE)", ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato.
Rubio ha revocato le Green Card delle parenti del defunto generale dei Pasdaran (IRGC), Qasem Soleimani, spiegando che la nipote e la pronipote del militare iraniano vivevano "nel lusso" negli Stati Uniti.
"Afshar è la nipote del defunto maggior generale iraniano Qasem Soleimani. È inoltre una schietta sostenitrice del regime iraniano, che ha celebrato gli attacchi contro gli americani e ha definito il nostro Paese il 'Grande Satana'", ha scritto il segretario di Stato, in un post su X.
"Questa settimana ho revocato lo status legale sia ad Afshar sia a sua figlia; le due donne si trovano ora in custodia dell'ICE, in attesa di essere espulse dagli Stati Uniti. L'amministrazione Trump non permetterà che il nostro Paese diventi un rifugio per cittadini stranieri che sostengono regimi terroristici anti-americani", ha rincarato Rubio. Il Dipartimento di Stato non ha reso note le eventuali accuse a carico di Afshar o di sua figlia.
Soleimani è stato ucciso a gennaio del 2020, nel primo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca, con un attacco mirato avvenuto mentre si trovava in visita in Iraq. All'epoca, i funzionari americani giustificarono il blitz sostenendo che fosse necessario per sventare un "attacco imminente".