Vertice virtuale presieduto da Londra con oltre 40 Paesi, condanna a Teheran e appello a una soluzione diplomatica con possibili sanzioni
La coalizione per sbloccare Hormuz si compatta. E nel vertice virtuale presieduto da Londra con oltre 40 paesi dà voce alle preoccupazioni sull'impatto economico del conflitto e alla necessità di una strategia diplomatica per ripristinare al più presto la navigazione nello Stretto.
"La sua riapertura è urgente", ha sottolineato aprendo la videoconferenza la ministra degli esteri britannica Yvette Cooper, mentre le ostilità non cessano, il prezzo del greggio vola e 2.000 petroliere e navi commerciali restano alla fonda.
Mentre l'Iran insiste nel voler far pagare un pedaggio alle navi di passaggio - e insieme all'Oman sta elaborando un protocollo per "monitorare il transito" delle imbarcazioni - unanime nella riunione è stata innanzitutto la condanna nei confronti di Teheran per l'utilizzo dello Stretto come arma nel conflitto.
Sebbene il regime sostenga che lo Stretto sia chiuso solo "alle navi delle parti coinvolte nell'aggressione militare contro l'Iran", Hormuz ha visto una riduzione del 90-95% dei transiti giornalieri di navi mercantili dall'inizio della crisi. Nelle sue acque passa poi il 20% dell'offerta di petrolio via mare, GNL e jet fuel mondiale.
Nella riunione della coalizione, è stata reiterata da più parti la necessità di una soluzione diplomatica che passi attraverso l'ONU, in particolare guardando a una rapida adozione della risoluzione presentata dal Bahrein.
Ma la strada per la sua approvazione resta in salita: sebbene una nuova bozza del documento abbia eliminato il riferimento al Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, che consente al Consiglio di sicurezza di autorizzare misure che vanno dalle sanzioni all'uso della forza militare, Cina, Russia e Francia hanno sollevato obiezioni anche sul nuovo testo, considerato comunque troppo esplicito nella possibilità dell'uso della forza nel Golfo. Un'operazione militare per liberare ora Hormuz sarebbe "irrealistica", ha detto il presidente francese Emmanuel Macron.
Cooper ha riferito che a questa prima riunione seguiranno colloqui tecnici di pianificazione logistica fra responsabili militari dei paesi coinvolti per programmare un futuro pattugliamento della "libera navigazione" di merci attraverso lo Stretto, dopo un cessate il fuoco.
Per l'immediato, il percorso individuato resta invece quello politico e diplomatico, puntando alla de-escalation e facendo pressione su Teheran, anche attraverso nuove sanzioni economiche, evocate nel corso della riunione.
La necessità infatti è di accelerare e di farlo senza gli Stati Uniti, che su Hormuz hanno di fatto scaricato gli alleati: "noi non importiamo petrolio tramite lo Stretto, i paesi che lo ricevono da Hormuz vadano lì e se lo prendano", ha detto chiaro e tondo il presidente americano Donald Trump.