Incontro ministeriale guidato dal Regno Unito per affrontare il blocco iraniano.
Il numero di Paesi che hanno aderito alla coalizione internazionale per affrontare la crisi nello Stretto di Hormuz è salito a oltre 40. Questo è quanto emerso dal vertice ministeriale convocato oggi dal Regno Unito, con l'obiettivo di discutere i piani per ripristinare la navigazione commerciale nel vitale passaggio marittimo, attualmente bloccato dall'Iran in risposta alla guerra con USA e Israele.
La ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, ha dichiarato ai media che la riunione, da lei presieduta in modalità virtuale, ha visto la partecipazione di numerosi Paesi. Cooper ha sottolineato l'importanza di adottare "ogni possibile misura diplomatica ed economica coordinata" per riaprire lo Stretto, attribuendo la responsabilità della situazione a Teheran.
Secondo Cooper, l'incontro rappresenta un passo avanti nella preparazione di una possibile missione futura, che dipende tuttavia da un cessate il fuoco prioritario e dall'approvazione delle Nazioni Unite. La ministra ha evidenziato il coinvolgimento di una vasta "alleanza" di Paesi, tra cui Canada, Australia, partner arabi del Golfo, Giappone, Corea del Sud e diversi membri europei della NATO.
Cooper ha inoltre accusato l'Iran di aver "messo sotto sequestro una rotta vitale per la navigazione commerciale, prendendo in ostaggio l'economia globale". La strategia iraniana, secondo la ministra, mira a colpire Paesi come Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Oman e Iraq, minacciando anche le forniture di gas naturale verso l'Asia, di fertilizzanti verso l'Africa e di carburante aereo a livello globale.