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Germania: istituti economici dimezzano stime su Pil, +0,6% nel 2026

30 marzo 2026
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Gli istituti economici tedeschi rivedono le stime della crescita al ribasso per la Germania, calcolando perdite dovute alla guerra attorno al Golfo Persico e allo shock dei prezzi sull'energia. Secondo quanto riporta il quotidiano economico finanziario tedesco Handelsblatt, la previsione per l'anno in corso a questo punto è di un magro aumento dello 0,6% del prodotto interno lordo (Pil).

La "diagnosi congiunta" è stata elaborata dagli istituti RWI di Essen (Renania Settentrionale-Vestfalia), DIW di Berlino, ifo di Monaco (Baviera), IWH di Halle (Sassonia-Anhalt) e IfW di Kiel (Schleswig-Holstein) su incarico del ministero federale dell'economia e sarà presentata dopodoamni.

Per il 2027 gli istituti prevedono una crescita del Pil dell'1% circa. Nella previsione congiunta di circa sei mesi fa, gli istituti avevano previsto una crescita dell'1,3% per quest'anno e dell'1,4% per il prossimo. Nel complesso, il valore aggiunto rischia ora di essere inferiore di circa 50 miliardi di euro (46 miliardi di franchi al cambio attuale).

Le previsioni più deboli sono dovute soprattutto alle ripercussioni della guerra in Iran e al netto aumento dei prezzi del petrolio e del gas. Si vede "molto, molto chiaramente" il rallentamento dell'economia, ha affermato oggi la ministra dell'economia Katherina Reiche. La stessa Reiche ha detto, in merito all'andamento economico, che "tutto dipende dal fatto che lo Stretto di Hormuz diventi transitabile".

Lo stretto è una rotta importante per il trasporto di petrolio e gas. Dall'inizio della guerra lanciata dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran, quasi nessuna nave riesce a transitare attraverso la via navigabile, il che fa salire i prezzi. I dati di crescita deludenti aumentano la pressione sul governo affinché attui riforme strutturali. Da alcune settimane nell'esecutivo si discute intensamente, in particolare di una riforma dello Stato sociale e di una riforma fiscale.