Il Ministero della Giustizia accusa Talankin di aver diffuso false informazioni; un tribunale ha vietato il film su tre piattaforme e contestato l'uso di immagini di minori
Il Ministero russo della Giustizia ha annunciato oggi che Pavel Talankin, regista di "Mr Nobody Against Putin", vincitore del premio Oscar come miglior documentario, è stato inserito nel registro degli "agenti stranieri", etichetta del Cremlino volta a reprimere i critici del governo.
Insegnante in una scuola elementare della piccola città di Karabash, negli Urali, Talankin ha documentato nell'ambito del suo lavoro il crescente indottrinamento dei bambini, promosso dalle autorità di Mosca in seguito all'invasione russa dell'Ucraina iniziata il 24 febbraio 2022.
Contrario al conflitto, Talankin ha lasciato il Paese nell'estate del 2024 portando con sé le immagini che hanno dato origine al lungometraggio - co-diretto assieme al regista statunitense David Borenstein - che a metà marzo ha vinto il premio per il miglior documentario alla 98ª edizione degli Oscar, nonché alla 79ª edizione dei British Academy Film Awards (BAFTA).
In una nota che accompagna la decisione, il Ministero della Giustizia russo, senza citare il documentario, ha accusato Talankin, oggi trentacinquenne, di aver "diffuso false informazioni sulle decisioni e sulle politiche delle autorità russe" e di essersi opposto all'offensiva in Ucraina.
Poco dopo la vittoria agli Oscar, un comitato per i diritti umani legato alla presidenza russa aveva accusato il film di aver utilizzato immagini di minori senza il consenso dei genitori.
Per questo motivo, un tribunale russo ha vietato ieri la diffusione del documentario su tre piattaforme di streaming nel Paese; i giudici hanno inoltre ritenuto che la pellicola contenesse "elementi di propaganda che veicolano un atteggiamento negativo nei confronti del governo" e del presidente della Federazione russa Vladimir Putin.