Finanziati alloggi d'emergenza, acqua, cure e istruzione; 14 progetti con nove partner svizzeri, 5,3 milioni già usati e molte famiglie ancora in condizioni precarie
A un anno dal terremoto in Myanmar la Catena della Solidarietà ha raccolto circa 7,7 milioni di franchi: ciò le ha consentito di fornire sostegno umanitario a circa 230'000 persone. Lo indica oggi l'ente assistenziale in una nota, precisando che gli aiuti proseguono.
Le donazioni hanno permesso di finanziare alloggi di emergenza, acqua, assistenza medica, sostegno psicologico e accesso all'istruzione, precisa la Catena della Solidarietà. Quasi 3'200 famiglie hanno ricevuto alimenti di prima necessità e oltre 4'700 sono state sistemate in alloggi sicuri.
Fino a oggi, secondo l'organizzazione umanitaria, sono stati sostenuti 14 progetti umanitari di nove organizzazioni partner svizzere attive nel paese asiatico. Dei fondi raccolti, finora sono stati utilizzati 5,3 milioni di franchi ma c'è ancora molto da fare. A un anno dal terremoto, molte famiglie vivono ancora in condizioni estremamente precarie, sottolinea l'ente assistenziale.
Il 28 marzo 2025 un terremoto di magnitudo 7,7 aveva scosso il Paese asiatico già martoriato da una guerra civile. Particolarmente colpita è stata la regione centrale di Sagaing, in cui circa l'80% degli edifici è crollato. Gravi danni si sono verificati in tutto il Myanmar e anche nella confinante Thailandia. Il bilancio delle vittime rimane ancora oggi incerto: a seconda delle fonti, il numero dei morti varia tra 3'800 e 5'300 persone. È certo invece che migliaia di persone sono rimaste ferite e che innumerevoli altre sono rimaste senza un alloggio.
Il sostegno in Svizzera era stato grande: in particolare, solo in occasione della Giornata nazionale della solidarietà dell'8 aprile l'ente assistenziale aveva raccolto oltre sei milioni di franchi.