La Corte costituzionale annulla il decreto di Vjosa Osmani e concede all'Assemblea 34 giorni; se non si elegge il capo dello Stato si voterà entro 45 giorni
In Kosovo la neonata legislatura va avanti. Lo ha stabilito la Corte costituzionale di Pristina, annullando il decreto con cui la presidente della Repubblica Vjosa Osmani il 5 marzo aveva sciolto il Parlamento, e ha concesso a quest'ultimo 34 giorni per eleggere un nuovo capo dello Stato.
Il decreto di scioglimento della presidente uscente era stato la conseguenza della mancata elezione del suo successore nei tempi stabiliti proprio dalla Costituzione, ma contro quel decreto il partito di maggioranza del premier Albin Kurti si era appellato subito alla Corte, che ha infatti accolto il ricorso e pubblicato la sentenza definitiva dopo aver congelato temporaneamente il decreto di scioglimento fino al 31 marzo.
L'ultimatum però stavolta viene formulato proprio dai giudici costituzionali: se entro 34 giorni da oggi non sarà stato eletto un nuovo presidente, allora si andrà davvero alle urne entro 45 giorni, per la terza volta in poco più di un anno.
Nella seduta del 5 marzo, Vetëvendosje, il partito di Kurti, ha presentato due diversi candidati, dopo che i colloqui preliminari tra Kurti e i due principali partiti di opposizione, il Partito democratico del Kosovo e la Lega democratica del Kosovo, per individuare un nome accettabile, non avevano prodotto risultati. La seduta è stata disertata dall'opposizione.
I termini scadevano alla mezzanotte e il giorno successivo Osmani, il cui mandato si esaurisce formalmente il 4 aprile, ha emanato il decreto di scioglimento dell'Assemblea e convocato i partiti per stabilire una data delle elezioni anticipate. Un nuovo presidente deve infatti essere eletto almeno un mese prima che si estingua il mandato di quello uscente.
Il partito di Kurti nel ricorso ha insistito che le procedure per l'elezione del presidente erano iniziate il 5 marzo e vi era un termine di 60 giorni per completare il processo: tesi accolta dalla Corte.
Il presidente del Kosovo viene eletto con i due terzi dei voti nei primi due turni o con 61 voti al terzo turno, ma è necessario un quorum di 80 deputati presenti in aula.