Estero

Raid vicino alla centrale nucleare di Bushehr e attacco a un cargo Msc nello Stretto di Hormuz

Un morto e allarme Aiea per il rischio atomico; i Pasdaran rivendicano il colpo alla Msc Ishyka e l'Iran limita i transiti

4 aprile 2026
|

Il conflitto in Iran allunga l'ombra del disastro nucleare sul Golfo. I raid israelo-americani sono caduti pericolosamente vicino alla centrale atomica iraniana di Bushehr, provocando un morto e aumentando i timori di una possibile reazione a catena.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi mette in guardia: "Qualsiasi radiazione non solo distruggerebbe Teheran, ma anche le capitali dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo Persico".

Il direttore dell'Aiea, Rafael Grossi, ha espresso "profonda preoccupazione" per quello che ha definito il quarto attacco di questo tipo nelle ultime settimane, ricordando che "i siti delle centrali non devono mai essere attaccati". Mentre Mosca ha avviato l'evacuazione di 198 lavoratori dalla centrale, indicando come "vile" l'attacco che ha sfiorato l'impianto nel sudovest del Paese.

Quello del rischio atomico è un tema che si aggiunge a una crisi che non sembra trovare soluzione, in particolare nello Stretto di Hormuz dove i segnali restano contraddittori. Se infatti il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu ha annunciato che una seconda nave di Ankara è riuscita a passare lo stretto - alimentando i segnali di un possibile allentamento di quello che di fatto è un blocco in vigore dal 1 marzo - d'altra parte i Pasdaran hanno rivendicato di aver colpito con droni una portacontainer, la Msc Ishyka, accusandola di essere "legata a Israele".

Il comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha poi annunciato che l'Iraq sarà esentato da qualsiasi restrizione al transito attraverso Hormuz. E, secondo l'agenzia Tasnim, Teheran avrebbe concesso l'autorizzazione anche al transito di navi che trasportano "beni essenziali" attraverso lo stretto. Ma quali siano questi beni resta tutto da chiarire, mentre il criptico messaggio sembra escludere in ogni caso i traffici internazionali, limitando il passaggio alle navi destinate ai porti iraniani e presenti nel Mare d'Oman, quindi in ingresso nel Golfo Persico.

Intanto, lo sforzo diplomatico per il traffico marittimo in seno all'Onu sembra in stallo, con il voto in Consiglio di Sicurezza della risoluzione presentata dal Bahrein nuovamente rinviato. Segno che l'ultima bozza del testo, seppure fortemente edulcorata rispetto alle precedenti versioni, non trova ancora il favore di tutti i membri permanenti del Consiglio, in particolare Russia e Cina.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni