Il sottosegretario è al centro per foto e presunti affari con la figlia di Mauro Caroccia; opposizioni chiedono dimissioni e la Dda indaga su riciclaggio e intestazione fittizia
Ma la bufera non accenna a placarsi, anzi. Ad alimentare le polemiche altri due scatti. Uno pubblicato dal quotidiano Il Domani, che ritrae Delmastro un'altra volta nel ristorante 'sotto accusa', appena due mesi fa. L'immagine risale a fine gennaio al locale Bisteccheria d'Italia, di cui Delmastro deteneva delle quote poi vendute. Accanto a lui nella foto c'è Raffaele Tuttolomondo, sindacalista della polizia penitenziaria. Ma in quel locale il sottosegretario c'è stato anche con la capa di gabinetto del ministero, Giusi Bartolozzi, finita sotto i riflettori nei giorni scorsi per aver definito i magistrati un 'plotone di esecuzione'. A pubblicare quest'ultima foto della cena dello scorso 3 giugno, in cui vengono immortalati assieme ad altre persone, è stato 'Il Fatto Quotidiano'.
E proprio su eventuali attività di riciclaggio legato al business della ristorazione si sta concentrando l'attività investigativa su cui sono al lavoro, da tempo, i pm della Dda di Roma in relazione all'attività imprenditoriale della famiglia Caroccia. Oggetto del fascicolo, in cui si ipotizza anche il reato di intestazione fittizia di beni, anche la società 'Le 5 Forchette Srl', in cui compare come azionista la figlia 18enne di Caroccia (l'uomo sta scontando una pena a 4 anni per intestazione fittizia di beni con l'aggravante mafiosa). Della Srl ha fatto parte anche Delmastro. Fondata davanti a un notaio di Biella, aveva il locale in via Tuscolana dove è stato aperto il ristorante.
Le opposizioni chiedono a gran voce un passo indietro del sottosegretario. "Si deve dimettere stasera" tuona il leader del M5S Giuseppe Conte, che attacca: "Una premier non dovrebbe preoccuparsi della manina che ha tirato fuori la notizia, perché quella manina significa stampa libera e indipendente, che deve controllare il potere". E si rivolge alla premier: "Invece dovresti preoccuparti della manina di chi nel dicembre del 2024 era Biella, quattro del tuo partito, compreso Delmastro, e hanno firmato la costituzione di una società per fare affari con una diciottenne nominata amministratrice della società per fare affari col prestanome del clan dei Senese". A fargli eco la leader del Pd Elly Schlein: "È tutta la campagna referendaria che dalla presidente Meloni a tutto il resto del governo continuano a urlare 'chi sbaglia paga', ma per loro non vale?". Mentre i rappresentanti del M5S nelle commissioni Antimafia e Giustizia della Camera e del Senato hanno presentato una "mozione di censura per chiedere alla premier di rimuoverlo immediatamente". E parlano di una vicenda "gravissima, un punto di rottura istituzionale che non può essere minimizzato né archiviato con il silenzio" i magistrati di Unicost.
Di diverso avviso il presidente del Senato Ignazio La Russa: "Sicuramente uno si dimette se ha commesso degli atti gravi, se ci sono condanne. Per una foto non si è mai dimesso nessuno". A schierarsi dalla parte del sottosegretario anche il ministro della Difesa Guido Crosetto: "Sapendo l'interesse che c'è da parte dei magistrati verso qualunque esponente di governo, non penso abbia fatto nulla di male o almeno nulla che consapevolmente potesse arrecargli danno, quindi penso saprà difendersi tranquillamente da solo" afferma.