Identificati come Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone; la Procura di Roma apre un fascicolo coordinato dal pool antiterrorismo
L'allarme è scattato stamattina poco prima delle 9 quando un guardiano ha contattato il 112 dopo aver visto un cadavere sotto le macerie. Il cedimento, però, potrebbe essere avvenuto diverse ore prima. Ieri sera, infatti, era stato sentito un boato in zona. I vigili del fuoco hanno avviato ricerche e trovato poco dopo il secondo corpo. Sul posto è arrivata la polizia con la scientifica per i rilievi.
Gli investigatori si sono messi al lavoro per chiarire la dinamica e dare un nome alle vittime. Determinanti sono stati alcuni tatuaggi che avevano sul corpo. Qualche ora più tardi è arrivata la svolta con le identificazioni e si è fatta strada la pista anarchica. Le due vittime sono Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, nomi noti del 'gruppo Cospito'. Per chi indaga si trovavano nel casolare per confezionare un ordigno e stavano pianificando un'azione da mettere in atto probabilmente nelle prossime settimane. Mercogliano, in particolare, aveva un braccio mutilato, avvalorando l'ipotesi che stesse maneggiando una bomba. Non si esclude che nel mirino potesse finire - ancora una volta - la rete ferroviaria, già colpita a febbraio da diversi sabotaggi di matrice anarchica alla linea ad Alta Velocità in occasione dei Giochi Olimpici di Milano Cortina. Tra le piste al vaglio anche che l'esplosivo potesse servire per un rilancio della campagna a favore dell'anarchico Cospito, in vista della scadenza a maggio del decreto applicativo di 4 anni alla sua detenzione al 41-bis.
Le indagini vanno avanti per fare piena luce sull'accaduto. Da stabilire, ad esempio, se i due erano arrivati proprio ieri nel Casale del Sellaretto del parco degli Acquedotti o se erano nascosti lì da giorni. Sotto la lente poi i loro ultimi contatti. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo d'indagine coordinato dal pool antiterrorismo e domani al Viminale è stato convocato il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, nel quale probabilmente si parlerà anche dei rischi legati ai movimenti anarchici, definiti nella relazione annuale dell'intelligence la minaccia più concreta per il nostro paese.
In particolare, Alessandro Mercogliano, 53 anni, era stato processato per azioni a sfondo terroristico a Torino. Fu uno dei cinque condannati nel 2019 nel maxi processo per terrorismo contro anarchici accusati di avere dato vita alle Fai-Fri, i gruppi che dal 2003 al 2016 si sarebbero resi autori di numerose 'azioni dirette' - dagli ordigni ai plichi esplosivi - contro politici, giornalisti e forze dell'ordine. I giudici della Corte d'Assise, ad aprile di quell'anno, lo condannarono a 5 anni mentre ad Alfredo Cospito ne furono inflitti 20. Sara Ardizzone, invece, era stata prosciolta lo scorso anno a Perugia nell'ambito dell'inchiesta Sibilla. In aula, in sede di udienza preliminare, aveva letto un lungo scritto: "Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d'ogni altro Stato", aveva scandito con tono solenne davanti al giudice.