Ritiro del passaporto, divieto di lasciare la Spagna e obbligo di firma due volte al mese in tribunale. Con queste misure cautelari senza precedenti, il giudice istruttore di Madrid, Juan Carlos Peinado, ha rinviato a giudizio Begoña Gomez, moglie del primo ministro Pedro Sanchez.
La primera dama finisce così ufficialmente a processo davanti a una giuria popolare per presunti reati di corruzione, traffico di influenze, appropriazione indebite e malversazione di fondi pubblici. Una decisione che scuote la politica spagnola e alimenta un nuovo scontro frontale fra governo e magistratura, nel clima avvelenato da tensioni istituzionali e da un rosario di inchieste che lambiscono l'entourage socialista.
Nel timore di un "rischio di fuga", il giudice ha ordinato "il ritiro di tutti i passaporti di cui l'imputata possa disporre", ordinari e diplomatici, e che il divieto di espatrio sia notificato "a tutti i valichi di frontiera, aeroporti civili e militari, per impedirne la violazione". Stesse imputazioni e misure applicate anche all'assistente alla Moncloa di Gomez, Cristina Alvarez, mentre il terzo imputato, l'imprenditore Juan Carlos Barrabes, dovrà rispondere di traffico di influenze e corruzione nel settore privato, senza restrizioni personali.
Con l'ordinanza di 84 pagine, il magistrato chiude un'istruttoria avviata nell'aprile 2024 (sulla base di esposti presentati dal sedicente sindacato Manos Limpas e gruppi ultraconservatori, fra cui Vox e HazteOir) su una rete di relazioni costruita intorno alla cattedra di master co-diretta da Begoña Gomez con Barrabes all'Università Complutense di Madrid. Peinado sostiene che l'imputata si sia "avvalsa della propria relazione personale con il presidente del governo" per ottenere "decisioni pubbliche favorevoli alla cattedra", che sarebbe servita "come via privata" per la sua "crescita professionale", e per lo sviluppo di un software per la sostenibilità gestionale di Pmi, su un dominio registrato a suo nome.
Da qui l'ipotesi che il patrocinio di imprese tecnologiche della cattedra "potesse essere solo la facciata di una retribuzione coperta di futuri vantaggi privati o commerciali indebiti, connessi a possibili aggiudicazioni di appalti pubblici". Sul piano della malversazione, il magistrato attribuisce a Gomez un utilizzo improprio di risorse pubbliche, avendo "approfittato in modo stabile" della dipendente Cristina Alvarez, retribuita dalla Presidenza del governo, "in compiti estranei all'incarico istituzionale".
Sulla linea delle 'accuse popolari' - che hanno sollecitato condanne a 24 anni per Gomez e a 22 per la segretaria - Peinado sostiene l'esistenza di elementi sufficienti per il dibattimento, nonostante la contestazione delle difese, della Procura anticorruzione e i rilievi contrari dell'Unità centrale operativa della Guardia Civil (Uco), che in propri rapporti non aveva confermato la solidità degli indizi. Per avallare le misure cautelari, il magistrato è arrivato a ipotizzare un possibile aiuto alla fuga di Gomez degli agenti di sicurezza preposti alla sua scorta, suscitando la dura reazione dei sindacati di polizia.
Come sua moglie, Pedro Sanchez ha sempre negato ogni illecito. La reazione del governo è stata frontale: la Moncloa ha denunciato "una persecuzione, ossessione e sproporzione" dell'azione giudiziaria, "priva di qualsiasi senso giuridico e che solo risponde a motivi politici". Per il partito socialista è "un altro passo avanti, uno scandalo democratico che non si sostiene", in una campagna della destra volta a destabilizzare il governo progressista. "Un giorno nefasto per la Giustizia", secondo il titolare del dicastero, Felix Bolanos.
"Non si fermeranno", ripetono nel partito della rosa nel pugno, guardando alle inchieste giudiziarie che lo hanno messo in ginocchio: dall'iscrizione al registro degli indagati per 6 reati dell'ex premier e consigliere di Sanchez, José Luis Rodriguez Zapatero, nel caso Plus Ultra, alle sentenze attese per l'ex ministro dei trasporti, José Luis Abalos, e per il fratello del premier, David Sanchez, accusato di aver ottenuto un incarico 'ad personam' alla provincia di Badajoz. Mentre Vox e il Pp accusano Sanchez di aver "trasformato la Moncloa in una tana di criminali" e chiedono elezioni anticipate.