Estero

Zelensky, "Usa diano calendario chiaro dei trilaterali con Russia"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto di volere dagli Stati Uniti un calendario "chiaro" per i prossimi colloqui trilaterali con la Russia, rinviati a causa della guerra in Iran.

"Vogliamo date chiare, o almeno approssimative. Tutti capiscono che la situazione in Medio Oriente, la guerra, sta influenzando il rinvio di questa data", ha detto ai giornalisti.

Zelensky ha aggiunto che, nei colloqui bilaterali previsti domani negli Stati Uniti, solleverà la recente "pericolosa" decisione statunitense di allentare alcune sanzioni sul settore energetico russo.

Dal canto suo, il sindaco di Kiev Vitali Klitschko ha detto a proposito delle prossime elezioni in Ungheria che "l'Ungheria dipende dalla Russia e Putin esercita un'enorme influenza; in realtà la Russia sta cercando di esercitare la propria influenza in ogni Paese europeo ed è fondamentale, in questo momento, rimanere uniti". Ungheria che insieme alla Slovacchia nel Consiglio europeo ha bloccato il prestito da 90 miliardi all'Ucraina. Klitschko ne ha parlato nel pomeriggio a Firenze, a margine di Akadémeia, la scuola di politiche europee per il governo del territorio.

"Se parliamo di libertà in Europa, se parliamo di democrazia e libertà, è molto importante che tutti i Paesi siano uniti e sostengano l'Ucraina, perché la ragione principale di questa guerra è che noi vogliamo far parte della famiglia europea e del mondo democratico, mentre Putin non è d'accordo. Putin ha detto che l'Ucraina appartiene da sempre all'Impero russo e che non accetterà mai la nostra indipendenza".

Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin durante una conversazione telefonica con l'omologo kazako, Kassym-Jomart Tokayev, si è congratulato per il successo del referendum sulla nuova Costituzione del Kazakhstan. Secondo il resoconto dell'ufficio stampa del Cremlino, durante la conversazione è stato osservato che "i risultati del voto hanno dimostrato la fiducia dei cittadini nel percorso intrapreso dal presidente kazako per un dinamico sviluppo socio-economico".

Il referendum chiedeva ai kazaki di esprimersi su un unico quesito: se i cittadini accettassero o meno la nuova Costituzione, che trasforma il parlamento bicamerale in monocamerale, abolisce il sistema misto di nomina dei candidati e sancisce la definizione di matrimonio come unione tra un uomo e una donna.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni