Dati EIA: flusso medio a 423.000 barili al giorno rispetto a 232.000; domanda guidata dal greggio pesante, tensioni con l'Iran e cooperazione Caracas-Washington
Le esportazioni di petrolio venezuelano verso gli Stati Uniti sono quasi raddoppiate nella seconda settimana di marzo rispetto all'inizio del mese, secondo i dati della Energy Information Administration (EIA) diffusi a Washington. Il flusso medio ha raggiunto i 423.000 barili al giorno, contro i 232.000 della settimana precedente, segnando il livello più alto dalla fine del 2024.
L'incremento si inserisce in un mutato quadro politico tra Caracas e Washington, caratterizzato da un allentamento delle restrizioni e da una crescente cooperazione energetica.
Il nuovo scenario ha favorito il ritorno del greggio venezuelano sul mercato statunitense, in particolare di quello pesante, molto richiesto dalle raffinerie del Golfo del Messico. A sostenere la domanda contribuisce anche la riorganizzazione dei flussi globali di petrolio legata alle tensioni con l'Iran, che ha reso più strategiche le forniture dell'emisfero occidentale.
Il rimbalzo delle esportazioni si inserisce inoltre negli sforzi per rilanciare il settore energetico venezuelano sotto supervisione statunitense, dopo l'annuncio del presidente Donald Trump di un possibile piano di investimenti fino a 100 miliardi di dollari, volto a ricostruire un'industria petrolifera fortemente indebolita da anni di controllo statale e nazionalizzazioni.