Riaprire lo Stretto di Hormuz "è vitale" per il mondo e per i commerci globali, ma "non è un compito facile". Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer illustrando al Paese alcuni interventi d'emergenza del suo governo per far fronte all'impennata del costo della vita e delle bollette innescata dalla guerra in Iran. Starmer ha invece glissato sulla sollecitazione di Donald Trump a inviare navi da guerra per riaprire lo Stretto di Hormuz, limitandosi a evocare la necessità di formare "una coalizione" allargata a "diversi Paesi" per garantire la navigazione e parlando di contatti in corso con "gli alleati europei" e altri.
Incalzato dai giornalisti a rispondere in modo chiaro ed esplicito alle sollecitazioni di Trump, il premier britannico ha replicato che sulla questione di Hormuz "è in corso una discussione, ma non siamo ancora allo stadio di una decisione". Ha quindi ribadito di averne parlato ieri al telefono con il presidente degli Usa e di aver avviato "discussioni" al riguardo con gli "alleati europei", oltre che con il leader canadese Mark Carney, in visita oggi a Londra. Ha poi annunciato anche un nuovo faccia a faccia col presidente ucraino Volodymyr Zelensky, insistendo sulla necessità di "non dimenticare" la guerra in Ucraina e di evitare di far sì che il conflitto con l'Iran si trasformi in "un favore a Vladimir Putin".
Per giungere alla riapertura dello Stretto di Hormuz, e per garantire il ritorno a una navigazione sicura, secondo Starmer occorre "coinvolgere il maggior numero di Paesi alleati possibile" attraverso "un piano sostenibile e credibile". "Non siamo ancora a questo punto", ha rimarcato, tornando a invocare in parallelo "una de-escalation" bellica in Medio Oriente.
Sollecitato sui suoi rapporti con Trump, dopo le nuove critiche delle ultime ore, il primo ministro ha sostenuto d'aver avuto ieri "una buona conversazione" con lui ieri e di avere "buone relazioni", negando che il legame storico fra Washington e Londra sia a rischio. Ma ha pure ribadito che la Nato deve essere "un'alleanza fra partner" e che spetta a lui proteggere "gli interessi nazionali" del Regno Unito. "Lasciatemi essere chiaro, questo non sarà e non è mai stata immaginata come una missione della Nato", ha tagliato corto Starmer, interpellato sulle parole del presidente Donald Trump, il quale nelle scorse ore ha definito "molto negativo per la Nato" l'eventuale rifiuto degli alleati di farsi coinvolgere con l'invio di navi militari verso Hormuz.