Estero

Francia: elezione comunali, ma si pensa all'Eliseo

13 marzo 2026
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Comincia con l'elezione dei sindaci una cruciale stagione elettorale in Francia, che culminerà l'anno prossimo con le presidenziali per le quali al momento è ampiamente favorito il candidato del Rassemblement National (RN), il partito di estrema destra di Marine Le Pen. Per le comunali si vota dopodomani per il primo turno e il 22 marzo per i ballottaggi, con un sistema nuovo che permette ai cittadini di eleggere non soltanto - come è stato finora - il sindaco del proprio circondario (arrondissement): con una seconda scheda si potrà infatti eleggere anche il legislativo del Comune tutto, votando così di fatto per il sindaco che sarà scelto dai consiglieri comunali eletti.

Si andrà alle urne nei 34'875 Comuni di Francia. Gli occhi sono puntati su Parigi - dove si chiude l'era della sindaca Anne Hidalgo con la sua rivoluzione della mobilità e le sue tante polemiche -, Lione e Marsiglia, le prime tre città del paese.

Nella capitale, dove da anni la rivoluzione delle biciclette voluta dalla sindaca socialista ha cambiato il volto delle strade, i fedelissimi di Hidalgo riverseranno i voti su Emmanuel Grégoire, deciso a continuare il regno della sinistra unita, che dura da 25 anni. Cercherà di strapparglielo la destra guidata dall'ex ministra della cultura, Rachida Dati.

Sarà una prova importante - soprattutto al ballottaggio - per la logica della alleanze. Con il partito di centro-destra Les Républicains (LR) che votano Dati ma guardano all'estrema destra dove si presenta Sarah Knafo, compagna di Eric Zemmour, leader di Reconquête (R!, traducibile in italiano con riconquista). Grégoire, da parte sua, ha escluso alleanze con La France Insoumise (LFI, letteralmente La Francia indomita, sinistra radicale), di Jean-Luc Mélenchon.

L'altro tema forte è il test elettorale per l'estrema destra a un anno dalle presidenziali che vedono il RN in vantaggio netto per l'Eliseo, sia che lo guidi Marine Le Pen, sia che venga sostituita, in caso di impedimento per motivi giudiziari, da Jordan Bardella. Il sud e il nord sono le terre dove il RN è più ambizioso. Grande e promettente sarebbe il successo del partito di Le Pen se strappasse Marsiglia al sindaco socialista Benoît Payan.

La parola d'ordine nel partito primo nei sondaggi a livello nazionale è quella della "normalizzazione", con la messa al bando delle prese di posizione e dei temi più incendiari, che avevano dominato negli anni passati. La parola d'ordine "buon senso", vince sull'"ideologia", ai vertici del RN. A Lione, l'ex presidente della squadra di calcio locale, Jean-Michel Aulas, sostenuto dai Républicains, potrebbe essere confermato sindaco, respingendo l'assalto dell'ecologista Grégory Doucet.

Ma è nel nord, a Le Havre, che si gioca un'altra partita cruciale in vista delle presidenziali: il sindaco uscente, ed ex primo ministro Edouard Philippe, capo del partito della destra moderata Horizons, ha fatto di queste elezioni un trampolino di lancio e una scommessa personale in vista della candidatura all'Eliseo. Al momento è considerato dalle previsioni l'unico candidato - all'infuori di Jean-Luc Mélenchon - in grado di arrivare almeno al ballottaggio per l'Eliseo contro Le Pen o Bardella, evitando alla Francia un inedito e lacerante duello per la presidenza fra le due estreme. Ma i sondaggi, al momento, lo danno sconfitto a Le Havre.

Prove generali di corsa all'Eliseo anche per la sinistra radicale di Mélenchon, ormai ai ferri corti con i socialisti e in molti casi tenuta a distanza anche da comunisti ed ecologisti. L'ostacolo principale, per LFI, è la bufera di critiche che lo hanno investito dopo il tragico caso del militante dell'estrema destra Quentin Deranque, violentemente pestato da membri di un gruppo di ultrasinistra nel quale erano presenti collaboratori di un deputato del partito.