Estero

GB: basta lord ereditari nel Parlamento Gb, una legge li cancella

11 marzo 2026
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C'è voluto qualche secolo, ma alla fine anche il Regno Unito è pronto ad archiviare le ultime tracce legate al privilegio ereditario di nascita nel Parlamento di Westminster.

In tempi di crisi per la stessa immagine dell'istituto monarchico, investito dai contraccolpi dello scandalo delle frequentazioni dell'ex principe Andrea con lo scomparso finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein, l'isola ha adottato una legge che sancisce l'abolizione dei 92 seggi residui riservati per lascito di sangue aristocratico ad altrettanti "pari del reame" in seno alla Camera dei Lord.

La legge in questione, attesa da anni e ribattezzata House of Lords (Hereditary Peers) Bill, è frutto di una delle poche iniziative risparmiate dalle retromarce imputate in poco più di un anno mezzo di governo alla già vacillante compagine laburista-moderata del premier Keir Starmer. La norma ha incassato il via libera definitivo dai Lord medesimi al culmine di un dibattito conclusosi a tarda sera dopo qualche correzione marginale al testo.

Modifiche che lasciano intatta la sostanza: l'addio a una delle vestigia superstiti di un passato feudale e il congedo prossimo venturo degli ultimi conti, visconti e nobili vari rimasti titolari di un titolo familiare utile ad assicurare il passaggio di padre in figlio (primogenito) pure d'uno scranno parlamentare.

I seggi ereditari erano stati in effetti già cancellati per la gran parte dalla riforma approvata nel 1999 sotto il governo di Tony Blair. Che tuttavia ne aveva 'salvati' una novantina a fini simbolici, mantenendo in vita una tradizione rimasta presente finora nel mondo moderno, a cavallo del nuovo millennio, soltanto in Gran Bretagna - madre delle democrazie parlamentari dell'Occidente - e nel Senato del piccolo regno africano del Lesotho.

La baronessa Angela Smith, capogruppo della maggioranza ai Lord, ha salutato questo passo come "una delle riforme parlamentari più importanti da decenni" e come il compimento di una "promessa" contenuta nel manifesto elettorale del Labour. Non senza aggiungere tuttavia che il ramo non elettivo del Parlamento d'oltre Manica continuerà ad avere "un ruolo istituzionale di rilievo" nella sua forma rinnovata. Mentre lo speaker della Camera alta, lord Michael Forsyth, ha comunque ringraziato "per il loro servizio" i 92 membri che verranno giubilati una volta per tutte al termine di questa sessione parlamentare. Ossia, a maggio.

Il programma elettorale del governo Starmer prevedeva peraltro anche un ridimensionamento complessivo della Camera dei Lord, che invece ha continuato a prosperare in questi mesi nei numeri totali e a gonfiarsi attraverso il meccanismo della cooptazione di figure pubbliche di chiara fama, dignitari, nonché di ex deputati 'trombati', funzionari, consulenti, portaborse o fedelissimi vari. Fino ad allineare sulle classiche poltrone d'aula in pelle rossa un'assemblea che supera al momento di oltre 150 membri quella della Camera elettiva dei Comuni: una schiera di oltre 800 lord e baronesse 'a gettone' in grado di fare della House of Lords la seconda assise parlamentare più pletorica del pianeta, dietro la sola Assemblea Nazionale del Popolo dell'immensa Cina.