Estero

Spollon racconta al Concertone la morte sul lavoro di un operaio indiano

Monologo di Mauro Lamanna sul caso di Satnam Singh, 31 anni, ferito a Latina e trasportato in elicottero troppo tardi

1 maggio 2026
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"Lavoro dignitoso! Questo non deve essere solo uno slogan, ma un diritto che noi tutti dobbiamo pretendere". È l'incipit del monologo di Pierpaolo Spollon sul palco del Concertone del Primo Maggio a Roma. Il testo di Mauro Lamanna prende spunto dalla morte di un lavoratore indiano a Latina.

"Qualche tempo fa, a due passi da qui, a Latina, un ragazzo stava lavorando e un macchinario gli ha tranciato il braccio. E invece di essere portato subito in ospedale è stato caricato su un furgone e scaricato davanti a casa. Solo dopo sono stati chiamati i soccorsi ed è stato portato a Roma, in elicottero. Troppo tardi. Quello è stato il suo ultimo viaggio", spiega Spollon prima di iniziare il racconto degli ultimi momenti del lavoratore, a partire dal volo in elicottero che lo ha portato d'urgenza a Roma.

"Quanto sei bella Roma - intonando male Venditti - na na naaaa Quanto mi piace!!! Dico, la canzone Non Roma. No. Roma non l'ho mai vista, è la prima volta. Se mi vedesse l'amore mio, poverina! A lei non l'hanno fatta salire sull'elicottero. Come deve essere arrabbiata. Mi diceva sempre: Andiamo a vedere Roma! E sì, poi andiamo. Dai! Ma è vicinissima. E poi andiamo! Tutte le mie amiche me lo chiedono. Com'è Roma? E il Colosseo? Dobbiamo andare! Andiamo sabato! Lavoriamo. Domenica? Lavoriamo. E lavoriamo sempre! Ma non possiamo dire al capo. Ma no, amore, che gli dici al capo. Lo sai come sono i capi: quelli gli dai un dito e poi si pigliano (ride di gusto). Amore mio, se mi vedessi adesso. Sono un angelo che vola sulla capitale! Un angelo con un'ala sola, sì, ma comunque un angelo! Quanto sei bella Roma. E non fare l'offesa, pure io ti vorrei quassù. Ma non c'è spazio sull'elicottero! Il pilota, il tecnico, la dottoressa, l'infermiere, e il sottoscritto! Che ci posso fare? Guarda cosa faccio. Te lo regalo tutto questo spettacolo che vedo dalle nuvole. Ti regalo il tram 14, che lento striscia sui binari di metallo; la gente che si sfiora nelle piazze; i gabbiani che cagano la testa delle statue; gli indiani - come noi - che vendono le rose ai ristoranti: te le regalo tutte, amore mio!!!"

E poi l'ospedale: "Il dolce bip del cardio monitor, ninna nanna in questo cielo materasso; la voce preoccupata di questa dottoressa, che come può, mi tiene ancora in vita; le rughe di mia madre; il figlio che non avremo mai; te li regalo tutti i baci che non ti darò; il mio lato del letto; il mio pigiama brutto; e il mio petto aperto per quando avrai un po' di freddo. (Si incupisce) Ti prego. Non piangere. Guarda sotto, cosa c'è! Er Colosseo!!! Non sembra il nostro abbraccio, amore mio!?! Ed oggi è tutto tuo. Te lo regalo io. (La musica si spegne) Satnam Singh è morto a 31 anni. Sul lavoro. Senza dignità".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni