Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato all'emittente tv americana NBC che l'Iran è pronto ad affrontare un'eventuale invasione terrestre degli Stati Uniti. Araghchi ha inoltre respinto qualsiasi negoziato con gli Stati Uniti e ha affermato che l'Iran non ha chiesto un cessate il fuoco.
Araghchi ha parlato con il conduttore di Nightly News, Tom Llamas, da Teheran. Alla domanda se temesse una possibile guerra di terra degli Stati Uniti, il ministro ha assunto un tono di sfida: "no, li stiamo aspettando. Perché siamo fiduciosi di poterli affrontare, e per loro sarebbe un grande disastro".
Anche il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, ha messo in guardia gli Stati Uniti: "alcuni funzionari americani hanno minacciato di inviare forze di terra in Iran. I coraggiosi giovani cresciuti alla scuola dell'Imam Khomeini e dell'Imam Khamenei sono pronti a umiliare questi malvagi invasori americani, infliggendo loro migliaia di vittime e facendo molti prigionieri", ha dichiarato su X sottolineando che "la sacra terra dell'Iran non è un posto per i servitori dell'inferno".
In un post su X, rivolgendosi al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel sesto giorno di guerra, Araghchi ha inoltre scritto che "il piano A per una vittoria militare rapida e netta è fallito, signor presidente. Il suo piano B rischia di essere un fallimento ancora più grande".
"La verità è che la possibilità di raggiungere un accordo unico è andata persa quando la cricca dell''America Last' ha oscurato i 'progressi significativi' che erano stati fatti nei negoziati", ha aggiunto Araghchi, riferendosi ai tre round di negoziati sul nucleare tra Teheran e Washington che si sono tenuti in Oman e a Ginevra. "'Israel First' significa sempre 'America Last'", ha concluso.