Il ministero dei Trasporti ha inoltre raccomandato alle unità già presenti nel Golfo di ormeggiare in località sicure, in attesa di un chiarimento della situazione operativa.
La misura rientra in un pacchetto di precauzioni adottato da Tokyo per tutelare gli interessi nazionali in una fase di elevata tensione nel Medio Oriente. A livello diplomatico il governo della premier Sanae Takaichi ha assunto una posizione cauta: né sostegno esplicito né condanna degli attacchi condotti da Usa e Israele. Sul piano operativo, l'esecutivo ha attivato misure per garantire la sicurezza dei circa 200 cittadini giapponesi residenti in Iran, nessuno dei quali risulta al momento ferito o disperso. La priorità strategica per Tokyo resta la sicurezza delle rotte marittime energetiche: il Giappone importa oltre il 90% del proprio greggio dal Medio oriente e un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz potrebbe far schizzare il prezzo del greggio, con un impatto stimato dagli analisti dello 0,65% sul Pil nazionale.
Il segretario Kihara ha tuttavia rassicurato i mercati, precisando che al momento non sono state registrate interruzioni immediate nelle forniture energetiche. Intanto le principali compagnie di navigazione giapponesi - NYK Line, K-Line e Mitsui OSK Lines - hanno temporaneamente sospeso il transito delle proprie navi nello Stretto di Hormuz, in coordinamento con le autorità, mentre la Japan Airlines ha cancellato i voli tra Haneda e Doha fino a oggi, privilegiando la sicurezza di passeggeri ed equipaggi.