Il Congresso Usa si è spaccato sull'attacco contro l'Iran annunciato nella notte dal presidente statunitense Donald Trump da Mar-a-Lago. Non sono solo i democratici che accusano il presidente americano di aver dichiarato guerra senza l'autorizzazione del Parlamento, ma anche alcuni repubblicani. Come il senatore Rand Paul o il deputato di Thomas Massie, spina nel fianco del tycoon che con il democratico Ro Khanna ha premuto per la pubblicazione dei file su Jeffrey Epstein.
"Sono contrario a questa guerra. Questo non è 'America First'", ha attaccato sui social media il repubblicano. "Quando il Congresso si riunirà, porteremo avanti una risoluzione bipartisan per un voto del Congresso sulla guerra all'Iran, come prevede la Costituzione", ha avvertito. E anche il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha definito l'attacco 'un'escalation catastrofica di una guerra illegale e di aggressione".
Molti democratici della Camera hanno chiesto allo Speaker Mike Johnson di anticipare la convocazione a lunedì ma è probabile che la votazione si tenga mercoledì, come previsto dal calendario. Anche diversi senatori dem chiedono una riunione dell'aula il prima possibile per votare immediatamente una risoluzione bipartisan sui poteri di guerra. "Ogni singolo senatore deve dichiarare pubblicamente che questa azione è pericolosa, inutile e idiota", ha dichiarato il rappresentante Tim Kaine, in una nota. Mentre un altro senatore dem, Rube Gallego, ha sottolineato che si può "sostenere il movimento democratico e gli iraniani senza l'invio di truppe".
Ha, invece, espresso il suo sostegno all'operazione militare il repubblicano Lindsey Graham, che ha definito l'attacco "giustificato e dovuto". "La fine del più grande stato sponsor del terrorismo è alle porte", ha scritto il falco repubblicano che da tempo sta esortando Trump ad intervenire. "Libertà per il popolo iraniano che soffre da tempo", ha scritto ancora il senatore del South Carolina. Con lui tutti i principali esponenti del Grand old party.
Unico tra i democratici che ha approvato l'iniziativa del tycoon è stato il senatore John Fetterman, che lo scorso anno aveva sostenuto gli attacchi Usa contro gli impianti nucleari iraniani. "Il presidente Trump è stato disposto a fare ciò che è giusto e necessario per produrre una vera pace nella regione. Dio benedica gli Stati Uniti, il nostro grande esercito e Israele", ha dichiarato in un post su X.
La Casa Bianca ha giustificato l'azione unilaterale del commander-in-chief spiegando che poco prima dell'inizio dell'operazione il segretario di Stato Marco Rubio aveva contattato tutti i membri del gruppo bipartisan noto come la 'Gang of Eight' - della quale fanno parte leader del Senato e della Camera repubblicani e democratici, il presidente e il vicepresidente della commissione di intelligence del Senato e della Camera - per informarli. Solo sette, tuttavia, sono stati raggiunti dal segretario di Stato, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Secondo Politico, l'unico rimasto fuori sarebbe stato il leader della minoranza alla Camera, il democratico Hakeem Jeffries.
"L'Iran deve essere affrontato con aggressività per le sue violazioni dei diritti umani, le sue ambizioni nucleari, il suo sostegno al terrorismo e la minaccia che rappresenta per i nostri alleati come Israele e Giordania nella regione", ha affermato Jeffries. "Tuttavia, in assenza di circostanze urgenti, l'amministrazione Trump deve chiedere l'autorizzazione per l'uso preventivo della forza militare, che costituisce un atto di guerra". Il voto potrebbe essere serrato, data la ristretta maggioranza repubblicana sia alla Camera che al Senato.