L'abbraccio caloroso tra Benyamin Netanyahu e Narendra Modi all'aeroporto di Tel Aviv ha mostrato il forte sentimento di intesa tra i due leader che non si incontravano da tempo "ma si sentono spesso al telefono", come hanno raccontato alla Knesset. La visita di Stato di due giorni è stata presentata dai funzionari di Gerusalemme come un innalzamento dei legami tra i due paesi a "relazioni strategiche speciali", una definizione che Israele ha riservato finora solo a Stati Uniti e Germania.
"Di fronte all'Islam estremo, creeremo un'alleanza di ferro: Israele è più forte che mai, l'India è più forte che mai. Noi romperemo l'asse del male", ha detto Netanyahu al plenum del parlamento prima del discorso del premier indiano, che mancava da Israele dal 2017.
"Esprimo cordoglio per ogni vita persa nel barbarico massacro di Hamas. L'India sta con Israele fermamente in questo momento e oltre. Il terrorismo destabilizza lo sviluppo. L'India sostiene ogni sforzo che contribuisce a portare alla pace e stabilità regionale", ha affermato Modi, ricordando il legame millenario tra i due paesi.
Dopo gli incontri e le dichiarazioni, domani sarà il giorno della firma delle intese, negoziate in anticipo, nello storico hotel King David di Gerusalemme. Per i due leader un incontro bilaterale allargato, con la formalità delle sigle sui documenti, con il seguito di dichiarazioni congiunte.
I dettagli non sono stati diffusi ma è previsto un accordo quadro classificato che dovrebbe includere l'accesso di New Delhi a sistemi di difesa aerea avanzati, in particolare alla piattaforma sviluppata in Israele Iron Beam, basata su laser e che solo le Forze di difesa israeliane (IDF) possiedono.
"Forbes India" ha scritto nelle scorse settimane che Israele ha stipulato accordi con New Delhi per una fornitura di armi del valore di 8,6 miliardi di dollari per quest'anno, ossia munizioni a guida di precisione, missili aria-superficie e sistemi di missili balistici.
I contratti sul piano militare arrivano in un momento in cui appaiono critiche le tensioni tra India e Turchia, dopo la grave escalation militare del maggio scorso tra New Delhi e Islamabad, con Ankara e Pechino che hanno fornito assistenza al Pakistan. Gli attacchi, secondo gli analisti, hanno accelerato l'alleanza indo-israeliana.
Sul tavolo ci sono anche accordi (e miliardi) per scambi e progetti in ambito scientifico e tecnologico, agricolo, di ricerca e sviluppo e di cooperazione finanziaria.
E, tra i primi posti dell'agenda, la realizzazione dell'alleanza di paesi moderati (in contrasto con un blocco allineato ai Fratelli Musulmani guidato dalla Turchia) da sviluppare attraverso l'IMEC, un progetto di trasporto via mare e ferrovia sostenuto dagli Stati Uniti che mira a collegare l'India all'Europa attraverso il Medio Oriente.
"Stiamo lavorando insieme all'iniziativa IMEC, questo corridoio può esistere e prosperare solo se attraversa paesi stabili e sicuri. E non ci sono Paesi più forti su questo asse di India e Israele", ha affermato Netanyahu alla Knesset. Dove Modi ha salutato usando un'espressione ebraica: "Am Israel Chai", il popolo d'Israele vive.