"La Croazia ha confermato che greggio non russo viene trasportato attraverso l'oleodotto Adria verso l'Ungheria e la Slovacchia. Ulteriori carichi di petrolio non russo sono in arrivo al terminal petrolifero croato. Ciò garantirà la sicurezza dell'approvvigionamento in Ungheria e Slovacchia".
Lo ha detto una portavoce della Commissione Ue durante il briefing con la stampa, dopo la riunione del gruppo di coordinamento sul petrolio convocato questa mattina per discutere dell'interruzione delle forniture di greggio russo dall'oleodotto Druzhba, danneggiato dai bombardamenti.
"In questa fase non sussiste alcun rischio immediato per la sicurezza dell'approvvigionamento dell'Ue: sia l'Ungheria che la Slovacchia dispongono di riserve di petrolio", ha ribadito la portavoce, precisando che la Commissione Ue "continuerà a monitorare la situazione della sicurezza e dell'approvvigionamento".
Nel corso della riunione di esperti, a quanto si apprende, Zagabria ha confermato di poter trasportare fino a 15 milioni di tonnellate di petrolio a Budapest e Bratislava tramite l'oleodotto Adria. Sia il governo ungherese che quello slovacco hanno invece confermato di aver iniziato a utilizzare le loro scorte petrolifere di emergenza, progettate per coprire 90 giorni di importazioni nette o 61 giorni di consumo in situazioni di difficoltà: entrambi i Paesi avrebbero già rilasciato 250mila tonnellate di greggio ciascuna.
"In questa fase non vi è alcun rischio immediato per la sicurezza dell'approvvigionamento dell'Ue. Sia l'Ungheria sia la Slovacchia dispongono di scorte petrolifere", ha evidenziato Bruxelles. "Stiamo facendo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento" di Budapest e Bratislava "a tutti i livelli", ha aggiunto, sottolineando che ciò che conta "è che vi siano forniture sufficienti" per i due Paesi a prescindere dall'origine del greggio e dal prezzo che, ha ricordato la portavoce della Commissione Ue, "è determinato dai mercati".
L'Ue valuta anche la proposta ucraina di utilizzare l'oleodotto Odessa-Brody in alternativa al Druzbha: "Potrebbe rappresentare una soluzione di medio termine piuttosto che immediata", ha indicato la portavoce.