Il presidente ucraino Volodomyr Zelenskyy rende noto su Telegram che le forze dell'ordine gli hanno riferito che sette agenti di polizia sono rimasti feriti, due dei quali versano in condizioni critiche, a Mykolaiv nell'Ucraina meridionale. "Tutte le circostanze sono in fase di chiarimento, compresa la possibilità di un attacco terroristico", ha affermato. "Ho incaricato la Polizia Nazionale e il Servizio di Sicurezza di fornire al pubblico i dettagli necessari."
Intanto, "una donna è stata uccisa" e "un'altra è rimasta ferita" in un raid attribuito alle forze russe su due distretti della regione di Dnipropetrovsk, in Ucraina orientale: lo afferma il governatore locale, Oleksandr Hanzha, citato dalla testata online Ukrainska Pravda. Hanzha denuncia inoltre danni ad abitazioni, a un centro artistico comunitario, a una scuola e a un'auto.
Dal canto suo, il nunzio apostolico in Ucraina, mons. Visvaldas Kulbokas, in un'intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000 alla vigilia del quarto anno di guerra in Ucraina, ha affermato: "se pensiamo ad una pace che permetta ai bambini di vivere e alle scuole di funzionare, l'impressione è che la pace sia più lontana invece di essere più vicina".
"La Santa Sede - sottolinea il nunzio - sarà ben lieta di dare il proprio contributo, se verrà richiesto, come luogo di incontro perché la Santa Sede è Chiesa. E la Chiesa per sua natura cerca di avvicinare e di costruire ponti anche quando questi ponti sono distrutti".
"Gli aiuti umanitari - prosegue Kulbokas - sono imponenti anche per la città di Kiev. Sembra strano che una capitale europea in quest'epoca abbia tanto bisogno degli aiuti umanitari. Anche l'elemosiniere pontificio ha inviato dei generatori, questi sono molto importanti per la popolazione. So che ci sono dei luoghi dove la gente soffre ancora di più. E ci sono posti dove neanche gli aiuti umanitari possono arrivare".