Gran Bretagna

Sotto la soglia del 50% il sostegno alla monarchia

Effetto domino dello scandalo Epstein: dopo il fermo dell'ex principe Andrea, la casa reale accusa il colpo in fatto di popolarità

Il contraccolpo
(Keystone)
21 febbraio 2026
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L'effetto dello scandalo Epstein, e dell'indagine senza precedenti che ha portato giovedì al clamoroso fermo di polizia dell'ex principe Andrea, terzogenito della scomparsa regina Elisabetta II e fratello minore di re Carlo III, fa calare per la prima volta sotto il 50% – almeno negli ultimi tempi – il tasso d'approvazione fra i britannici verso la monarchia. Lo rileva un sondaggio Ipsos, secondo il quale risulta in discesa il livello di consenso nei confronti di tutti i membri di primo piano di casa Windsor, senza eccezioni: anche a dispetto dall'impegno manifestato nelle ultime ore da fonti vicine al palazzo citate dal Times a non interferire sulla possibile esclusione di Andrea dalla linea di successione al trono.

Un passo in questo senso è stato annunciato ieri dall'entourage del governo di Keir Starmer, intenzionato a presentare in Parlamento un'inedita legge ad hoc, una volta che l'indagine sull'ex duca di York sarà conclusa. E si tratta di un passo su cui «il Parlamento ha competenza esclusiva», hanno ammesso le fonti di Buckingham Palace sentite dal Times, lasciando intendere che non ci saranno resistenze o intromissioni. Resta invece valido l'obbligo costituzionale dei vertici politici britannici di consultare su ipotetici cambiamenti ai diritti di sangue sulla linea di successione in casa Windsor anche i parlamenti e i governi di quei Paesi del Commonwealth (come Australia, Canada o Nuova Zelanda) di cui re Carlo è tuttora capo di Stato.

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