Nel giorno del bilaterale tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, l'Iran ha inviato un messaggio forte e chiaro: sul programma di missili balistici, quello sul quale il premier israeliano fa più pressioni oltre al nodo del nucleare, non si negozia.
È stato Ali Shamkhani, il rappresentante della Guida suprema iraniana Ali Khamenei presso il Consiglio di difesa nazionale, ad avvertire gli Stati Uniti ed Israele che le capacità missilistiche di Teheran non sono merce di scambio. Mentre il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha espresso una maggiore disponibilità sul nucleare. In un'intervista a Russia Today ha, infatti, sottolineato che l'Iran è pronto a offrire garanzie sul fatto che non perseguirà l'uso di armi nucleari e allo stesso tempo ha chiesto a Washington garanzie sul diritto all'uso della tecnologia nucleare pacifica per la produzione di elettricità. "Non abbiamo ancora piena fiducia negli americani" ma "non esiste altra soluzione se non quella diplomatica", ha puntualizzato Araghchi.
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha detto da parte sua che il regime non vuole le armi nucleari e - ha assicurato - "siamo pronti alla verifica delle nostre attività. Tuttavia, il grande muro di sfiducia creato dall'Occidente e dagli Stati Uniti, insieme alle eccessive richieste degli americani, rappresentano ostacoli ai negoziati". Nel discorso trasmesso in diretta televisiva alla manifestazione per celebrare il 47esimo anniversario della vittoria della Rivoluzione Islamica, il presidente ha continuato avvertendo che "i Paesi della regione risolveranno i problemi regionali e non abbiamo bisogno di estranei per determinare il nostro futuro".
Intanto alla Casa Bianca, in un incontro a porte chiuse e senza conferenza stampa finale, Bibi e The Donald hanno fatto il punto sui negoziati. La posizione di Israele resta sempre la stessa. L'Iran rappresenta una minaccia esistenziale alla sua sicurezza e gli Stati Uniti devono limitare a tutti i costi l'influenza di Teheran nella regione.
"Il primo ministro ritiene che qualsiasi negoziato debba includere la limitazione dei missili balistici e la fine del sostegno all'asse iraniano", ha dichiarato l'ufficio di Netanyahu in una nota prima della sua partenza. Funzionari israeliani hanno anche affermato che il loro Paese si riserva il diritto di intraprendere azioni militari contro l'Iran se non raggiungerà un accordo nucleare con gli Stati Uniti. D'altra parte Netanyahu è sotto la pressione degli alleati di estrema destra nel suo governo che vogliono che sfrutti i suoi legami con Trump per promuovere un accordo di ampia portata che tenga conto delle preoccupazioni del governo israeliano in materia di sicurezza, affermano gli esperti.
A Washington, prima dell'incontro con il presidente, il premier israeliano ha avuto un colloquio con l'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, e il genero del presidente Usa, Jared Kushner, per un aggiornamento sul primo round delle trattative tenutesi venerdì scorso" in Oman. Il sesto incontro tra i due leader dal ritorno del tycoon alla Casa Bianca, avviene in un momento in cui gli Stati Uniti hanno deciso di aumentare la loro presenza militare nella regione, con Trump che ha reiterato le minacce a Teheran di attacchi in mancanza di un accordo o in risposta alla repressione delle manifestazioni. Proprio alla vigilia dell'incontro il commander-in-chief aveva detto che sta valutando la possibilità di inviare una seconda portaerei in Medio Oriente, oltre alla Uss Lincoln. "Abbiamo un'armata che si sta dirigendo lì - ha dichiarato Trump in un'intervista ad Axios - e un'altra potrebbe essere in partenza".
"Ho appena finito il mio incontro con Benjamin Netanyahu. È stato un incontro molto buono. Non c'è stato niente di definitivo, se non che ho insistito che i negoziati con l'Iran continuano per vedere se si può trovare un accordo", si è limitato a scrivere Trump su Truth. "L'ultima volta l'Iran ha deciso che era meglio non concludere un accordo, ed è stato colpito dal 'Midnight Hammer'. Non è andata bene per loro. Speriamo che questa volta siano più ragionevoli e responsabili", ha aggiunto. Netanyahu "ha sottolineato le esigenze di sicurezza dello Stato di Israele nel contesto dei negoziati e i due hanno concordato di proseguire il coordinamento e il contatto stretto tra loro", indica invece in una nota l'ufficio del primo ministro a seguito del meeting.
Secondo la tv israeliana Channel 12, Netanyahu è arrivato all'incontro alla Casa Bianca con un dossier di prove per cui gli iraniani stanno mentendo agli Stati Uniti. Netanyahu ha presentato ai funzionari del governo americano evidenze che il regime iraniano ha continuato a massacrare i suoi cittadini, anche dopo che questi avevano dichiarato che avrebbero smesso di colpire i civili.