Numerosi ostacoli impediscono la libera circolazione dei palestinesi, in particolare di quelli provenienti dalla Striscia di Gaza, attraverso il valico di Rafah, ostacoli che "devono essere superati". Lo ha detto il capo del comitato per l'amministrazione di Gaza, Ali Shaath, che oggi era al valico ad osservare personalmente, accompagnato da altri membri del comitato, il passaggio di malati dalla Striscia all'Egitto e quello dei palestinesi che vogliono tornare a Gaza.
Shaath ha ringraziato l'Egitto per il sostegno e gli aiuti, e soprattutto per impedire lo sfollamento della popolazione palestinese da Gaza. "Abbiamo ricevuto i finanziamenti necessari per gli aiuti, la ripresa e la ricostruzione nella Striscia di Gaza", ha detto, confermando che il 19 febbraio a Washington, dove si insedierà il Board of Peace, dovranno essere confermati gli impegni finanziari e umanitari promessi dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
In proposito, Shaath ha anche menzionato incontri in corso con l'Unione europea, le Nazioni Unite e diversi Paesi arabi per discutere le modalità di sostegno a Gaza. "Sono stati assunti impegni internazionali per fornire i fondi necessari per gli sforzi di soccorso, ripresa e ricostruzione nella Striscia di Gaza", ha precisato.
Il comitato sta intanto lavorando per il graduale ritorno alla vita normale nella Striscia e per l'attuazione di un adeguato piano di aiuti che, ha aggiunto, "sta incontrando ostacoli da parte israeliana". Ciononostante si cerca di facilitare la consegna di materiale medico e scolastico alla Striscia di Gaza.
Oggi, l'ospedale di Al-Arish, i magazzini della Mezzaluna Rossa e il valico di Rafah, sono stati visitati da una delegazione del comitato nazionale palestinese e da una delegazione svedese guidata dal ministro della Salute degli Affari sociali Elisabeth Lann, che ha anche partecipato al confezionamento degli aiuti destinati a Gaza e ha consegnato un messaggio scritto a mano di sostegno alla popolazione della Striscia di Gaza.
Intanto, il valico di Rafah - riaperto ieri dopo due giorni di chiusura - ha visto oggi l'evacuazione in Egitto del sesto gruppo di feriti e malati, una ventina di persone con altrettanti accompagnatori, assistiti dalla Mezzaluna Rossa palestinese. E i sanitari non hanno mancato di osservare che gli arrivi continuano ad essere in misura di gran lunga inferiore a quanto concordato, 50 malati e 100 accompagnatori.
Il gruppo riceverà le cure in ospedali al di fuori della Striscia di Gaza. I pazienti sono stati preparati presso l'ospedale da campo Al-Mawasi, gestito dalla Mezzaluna Rossa palestinese a Khan Younis, alla presenza di rappresentanti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Le necessarie formalità mediche e amministrative sono state completate prima del loro trasferimento al valico, e le squadre di ambulanze li hanno accompagnati per garantire loro un viaggio sicuro.