Elezioni anticipate per un mandato su economia e sicurezza
In Giappone, le urne si sono aperte alle 7 del mattino, corrispondenti alle 23 in Svizzera, per le elezioni politiche anticipate. Queste elezioni sono state indette dalla premier conservatrice Sanae Takaichi, che cerca di ottenere un "mandato esplicito" sulle sue politiche economiche e di sicurezza.
Sanae Takaichi, leader del Partito Liberal-democratico (Ldp) e prima donna a guidare il governo giapponese da ottobre, ha dichiarato che si dimetterà immediatamente se la coalizione di governo, formata con il Partito dell'Innovazione (Ishin), non riuscirà a conquistare la maggioranza nella Camera dei Rappresentanti.
Oltre 1.300 candidati sono in corsa per i 465 seggi della camera più influente del Parlamento. Le elezioni si svolgono in un clima difficile a causa del maltempo, con intense nevicate anche a Tokyo, che potrebbero influire sull'affluenza alle urne.
Secondo gli analisti, Takaichi punta sul suo alto consenso personale, vicino al 70%, per superare le difficoltà della coalizione, che finora ha mantenuto la maggioranza in Parlamento grazie a candidati indipendenti, con 233 seggi su 465, dopo la fine della storica alleanza con il partito centrista Komeito.
Due temi dominano l'agenda politica: il costo della vita, con promesse di sgravi fiscali sui beni alimentari, e la sicurezza nazionale. Takaichi, nota per le sue posizioni ferme sulla difesa, ha fatto della sicurezza un pilastro della sua campagna, promettendo un rafforzamento delle capacità militari, in un contesto geopolitico teso e con il sostegno del presidente statunitense Donald Trump.
L'opposizione centrista, rappresentata dall'Alleanza riformista, cerca di proporsi come alternativa in un panorama politico sempre più orientato a destra. Il partito anti-immigrazione Sanseito potrebbe aumentare la sua presenza in Parlamento da 3 a 15 seggi.
I sondaggi indicano un vantaggio per il blocco governativo, con un possibile aumento di 70 seggi, avvicinandosi alla soglia dei 310 seggi, che permetterebbe di superare il Senato sulle leggi ordinarie e di considerare una revisione della Costituzione pacifista.