Gli Stati Uniti hanno confermato il trasferimento di 500 milioni di dollari al governo del Venezuela nell'ambito dell'accordo sulla vendita di petrolio di Caracas raggiunto con la presidente ad interim Delcy Rodríguez dopo la cattura di Nicolás Maduro da parte di Washington.
Lo riferisce El Nacional, secondo cui l'ultima tranche da 200 milioni di dollari - così come annunciato dalla Banca central in precedenza - è stata inviata questa settimana, completando l'erogazione dei primi fondi previsti dall'intesa.
Secondo il quotidiano, il trasferimento dei proventi avviene sotto stretta supervisione statunitense e non prevede un utilizzo libero delle risorse. Il denaro sarà destinato al pagamento di servizi essenziali, con l'obiettivo di evitare un ulteriore aggravamento della crisi umanitaria nel Paese, e mantenere operative le funzioni di governo, così da evitare un collasso sistemico.
I fondi sono stati custoditi in un conto temporaneo in Qatar, predisposto per garantire che il flusso di cassa raggiungesse i settori critici dell'amministrazione pubblica venezuelana. Per le vendite future, il piano prevede il trasferimento dei ricavi a un fondo situato negli Stati Uniti. Da lì, il trasferito verso gli organismi del governo venezuelano saranno autorizzate solo se conformi alle procedure e alle istruzioni concordate con l'amministrazione statunitense.
Intanto, il mese di gennaio si è chiuso con un bilancio critico per la libertà di stampa in Venezuela, segnato da arresti arbitrari, intimidazioni, espulsioni di corrispondenti stranieri e chiusure di emittenti radiofoniche. Lo denuncia l'Ordine nazionale dei giornalisti (Cnp), secondo cui 16 professionisti sono stati fermati il 5 gennaio durante la copertura dell'insediamento della nuova Assemblea nazionale, per poi essere successivamente rilasciati.
Nello stesso contesto, 15 giornalisti internazionali sono stati espulsi dal Paese. Il Cnp segnala inoltre 14 casi di blocco dell'accesso alle informazioni, 10 episodi di cancellazione forzata di archivi giornalistici e sette situazioni di persecuzione e molestie contro operatori della stampa, solo lo scorso mese.
La censura radiofonica, sottolinea l'organizzazione, è proseguita anche dopo la cattura di Nicolás Maduro il 3 gennaio. Sono state chiuse amministrativamente due emittenti: Impacto 105.3 nello Stato di Táchira e Unika 92.1 FM a Caracas. Le violazioni della libertà di stampa si susseguono nonostante l'impegno del governo a scarcerare i detenuti politici e la liberazione di oltre 700 persone nelle ultime settimane.