Anche il Costa Rica va a destra. Grazie alla promessa del pugno di ferro contro la criminalità e il narcotraffico Laura Fernández, 39 anni, trumpiana, leader del Partido Pueblo Soberano è la 50esima presidente del piccolo Stato centramericano dopo aver trionfato già al primo turno, con quasi il 50% dei voti.
Una vittoria netta e schiacciante: il suo avversario, il candidato socialdemocratico Álvaro Ramos, ha ottenuto appena il 32,12% dei voti. Politologa, con una lunga esperienza di ministra con il presidente uscente Rodrigo Chaves, a soli 39 anni, Laura Fernández ha vinto puntando tutto sulla sicurezza, promettendo di seguire la ricetta del leader salvadoregno Nayib Bukele, carcere disumano contro criminali e narcos, com’è noto molto ammirata anche a Washington.
Definito sino a pochi anni fa "la Svizzera" dell'America centrale, con i suoi 5,2 milioni di abitanti il Costa Rica resta tutto sommato uno dei Paesi più sicuri del continente americano. Tuttavia non è più l'oasi di pace di un tempo: nel 2025 ha avuto un tasso di 17 omicidi ogni 100'000 abitanti, rispetto agli 11,2 del 2019.
La sua agenda legge e ordine prevede anche la costruzione di una mega-prigione, sul modello del Cecot, il carcere inferno di El Salvador con una capienza di 40mila detenuti, lodato di recente come una struttura modello dalla segretaria alla Sicurezza degli Stati Uniti, Kristi Noem. Fernández punta anche all'imposizione dello stato di eccezione nelle zone controllate dai narcotrafficanti. In campagna elettorale ha persino annunciato l’intenzione di "sospendere le garanzie fondamentali per la popolazione dei quartieri problematici".
Un giro di vite che secondo i suoi avversari virerebbe il governo del Costa Rica verso un regime autoritario.
Critiche che però non hanno minimamente intaccato la sua determinazione: "Il mandato che mi è stato affidato dal popolo sovrano è chiaro: il cambiamento sarà profondo e irreversibile", ha detto nel suo primo discorso da presidente, comparendo in piazza con i capelli biondi raccolti, rossetto brillante e avvolta da un completo, giacca e pantaloni, tutto bianco.
Una vittoria tutto sommato prevista che ha comunque ampliato la base della destra trumpiana in America Latina, dopo i recenti successi dei candidati conservatori in Cile, Bolivia, Perù e Honduras e pochi mesi prima di elezioni cruciali come quelle colombiane e brasiliane.