Estero

Ue: aiuti militari a Kiev, Rutte sollecita meno vincoli

Nel sostegno all'Ucraina l'Unione europea deve garantire la massima flessibilità nell'uso delle risorse e non imporre condizioni che rischino di rallentare l'aiuto militare. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenendo in audizione alle commissioni Affari esteri e Sicurezza e difesa del Parlamento europeo.

"Vorrei davvero sollecitarvi con forza a garantire flessibilità su come questi fondi possono essere spesi e a non essere eccessivamente restrittivi con vincoli sugli Usa da parte dell'Ue", ha affermato, riferendosi esplicitamente ai 90 miliardi di aiuti decisi dai 27 per il sostegno finanziario di Kiev.

In precedenza Rutte aveva ricordato che l'Ucraina ha stimato per il 2026 fabbisogni militari per oltre 60 miliardi di dollari e che il continuo afflusso di equipaggiamenti statunitensi, finanziati dagli alleati, è essenziale per consentire a Kiev di restare in grado di combattere e di proteggere la popolazione civile.

"L'Europa sta ora costruendo la propria industria della difesa, ed è vitale. Ma al momento non può fornire neanche lontanamente tutto ciò di cui l'Ucraina ha bisogno per difendersi oggi e per dissuadere domani". Il sostegno militare statunitense è indispensabile. "Senza questo flusso di armamenti dagli Stati Uniti, non possiamo mantenere l'Ucraina in grado di combattere. Letteralmente", ha detto.

Rutte non ha però nascosto la riduzione degli aiuti degli Stati Uniti. L'era in cui gli Usa "si accollavano gran parte degli oneri" legati alla difesa europea "è finita". "È giusto e appropriato che Europa e Canada si assumano maggiori responsabilità per la propria difesa", ha sostenuto.

Per il segretario generale, gli ucraini stanno vivendo "l'inverno più duro da oltre un decennio. Ora ci sono venti gradi sotto zero" e i russi concentrano i loro attacchi sulle "infrastrutture", per lasciare gli ucraini "al freddo e al gelo, senza riscaldamento, senza elettricità né acqua".

Rutte ha poi sottolineato la necessità di "essere sicuri che dopo un potenziale accordo di pace o cessate-il-fuoco, Vladimir Putin non possa mai più attaccare l'Ucraina, perché lui sa, proprio per le garanzie di sicurezza, che non ha nessuna possibilità di farlo".