Voto risicato e proteste di agricoltori: la verifica sulla compatibilità con il Green Deal potrebbe ritardare la ratifica di oltre un anno
Il processo di ratifica dell'accordo di libero scambio fra Unione europea e Mercosur parte subito male: il Parlamento europeo ha deciso oggi di deferire il trattato alla Corte di giustizia dell'Ue, per una verifica preliminare di legalità. Il provvedimento, che blocca di fatto l'entrata in vigore dell'intesa per diversi mesi, è stato accolto con grida di gioia da centinaia di agricoltori radunati davanti alla sede dell'Europarlamento.
Il ricorso alla Corte - richiesto da un gruppo di deputati dei gruppi della Sinistra Ue, dei Verdi e di una parte dei Liberali - è stato approvato con una maggioranza risicata: 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astensioni. La decisione, fortemente voluta in particolare dagli eurodeputati francesi di tutti gli schieramenti politici, rappresenta un'ostruzione procedurale senza precedenti per un accordo commerciale di questa portata, siglato dopo vent'anni di negoziati con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.
La scelta del Parlamento costringe ora i giudici a esaminare la compatibilità dell'accordo con gli standard ambientali e climatici sanciti dai trattati europei, in particolare con la normativa conosciuta come Green Deal. Questo processo potrebbe ritardare di oltre un anno e mezzo il voto finale di ratifica dell'assemblea. La Commissione europea ha comunque la possibilità di applicare l'intesa in via provvisoria, una strada che però gli osservatori giudicano politicamente complessa, dopo il chiaro segnale giunto dai rappresentanti del popolo.
Fuori dal parlamento, l'atmosfera era di sollievo ed esultanza fra i tanti contadini giunti da tutto il continente. "Possiamo essere fieri", afferma Quentin Le Guillous, segretario generale dei Giovani contadini francesi, in dichiarazioni raccolte dall'agenzia Afp. "È un momento di euforia, è una battaglia lunghissima", gli fa eco Romain Blanchard, 44 anni, viticoltore e cerealicoltore del sud della Francia. "Abbiamo fatto nove ore di strada, abbiamo lasciato le nostre aziende, le nostre famiglie per essere qui: si è giocato tutto in un nonnulla".
L'accordo Ue-Mercosur punta a creare un mercato di 780 milioni di consumatori. Dovrebbe facilitare le esportazioni europee di automobili, macchinari, vini e alcolici verso l'America Latina, mentre aprirebbe ulteriormente il mercato Ue a prodotti sudamericani agricoli e d'allevamento come carne bovina, pollame, zucchero, riso, miele e soia. Proprio questa prospettiva ha allarmato il settore agricolo europeo, che teme una concorrenza sleale da prodotti che non rispettano gli stessi stringenti standard ambientali, sanitari e di benessere animale previsti in Europa.
La decisione del Parlamento europeo è stata definita "deplorevole" dal cancelliere tedesco Friedrich Merz. "Essa non tiene conto della situazione geopolitica. Siamo convinti della legittimità dell'accordo. Basta con i ritardi. L'intesa deve essere applicata in via provvisoria", ha scritto su X. E anche la stessa Commissione europea, per bocca di un portavoce, si è detta rammaricata: "Abbiamo già affrontato queste questioni in modo molto approfondito con il Parlamento europeo. Non sono temi nuovi: sono già stati trattati relativamente agli accordi commerciali del passato, in particolare quello con il Cile", ha sostenuto l'addetto stampa.
Secondo gli osservatori il voto, segnato da forti considerazioni nazionali, dimostra la fragile maggioranza su cui poggia il trattato a Strasburgo e rappresenta una pesante battuta d'arresto per la Commissione, che ne sostiene a spada tratta la ratifica. Il verdetto della Corte di giustizia diventa ora l'evento cruciale che determinerà se il più ambizioso patto commerciale dell'Ue potrà mai vedere la luce o se rimarrà definitivamente bloccato dalle sue stesse contraddizioni interne tra commercio e sostenibilità.