Araghchi sostiene che la decisione deriva da pressioni di Israele e suoi proxy negli Stati Uniti e denuncia un doppio standard; il WEF parla delle vittime delle proteste in Iran
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha criticato il Forum economico mondiale (WEF) di Davos per aver cancellato il suo intervento, accusando gli organizzatori di aver preso la decisione sulla base di "bugie e pressioni politiche".
In un post su X, il capo della diplomazia iraniana ha affermato che la decisione è stata presa "sulla base di bugie e di pressioni politiche da parte di Israele e dei suoi proxy e apologeti con base negli Stati Uniti".
Araghchi ha parlato di un "evidente doppio standard", accusando Davos di aver escluso l'Iran ma di non aver preso lo stesso provvedimento nei confronti di Israele dopo la guerra a Gaza, una scelta che a suo dire "trasmette deriva morale e intellettuale".
Araghchi era atteso oggi al forum annuale che riunisce nei Grigioni leader politici e dell'economia di tutto il mondo, ma il WEF ha ritirato l'invito sostenendo che non sarebbe stato "appropriato" alla luce della "perdita di vite civili in Iran nelle ultime settimane". È chiaro il riferimento alla repressione durissima delle proteste antigovernative scoppiate a fine dicembre nella Repubblica islamica.