La Bulgaria, in preda a un'impasse politica, va verso nuove elezioni. Il premier uscente, Rosen Zhelyazkov, ha infatti restituito oggi al presidente della Repubblica, Rumen Radev, il mandato da lui appena ricevuto di formare un nuovo governo, dopo le sue dimissioni in dicembre sotto la forza d'urto della piazza. Il presidente era costituzionalmente obbligato a consegnare l'incarico a Zhelyazkov in quanto leader del partito di maggioranza relativa nel parlamento di Sofia, il conservatore Gerb.
L'esecutivo presieduto da Zhelyazkov, che oggi ha dichiarato di non avere intenzione di formare una nuova coalizione, si era dimesso nel dicembre scorso a seguito delle proteste di centinaia di migliaia di bulgari scesi in piazza nella capitale e in altre grandi città contro il governo, accusato di corruzione e di collusione con ambienti mafiosi.
Dopo il no del Gerb, nei prossimi giorni il presidente Radev dovrebbe consegnare il mandato alla seconda forza politica nel parlamento, i liberali di 'Continuiamo il cambiamento' (Pp), attualmente all'opposizione, i cui leader però sono stati categorici nell'anticipare che faranno la stessa cosa. Secondo la Costituzione, il presidente Radev ha una terza e ultima possibilità per salvare la legislatura: consegnare l'incarico a un'altra forza parlamentare, tra le sette rimanenti, a sua scelta. Ma, numeri alla mano, l'impresa appare impossibile e nell'attuale Assemblea nazionale, il parlamento unicamerale bulgaro, la prospettiva quasi certa è dunque quella di ennesime elezioni anticipate, da tenersi con ogni probabilità in primavera.
L'esecutivo di Zhelyazkov era nato sotto cattivi auspici neanche un anno fa, il 16 gennaio dell'anno scorso: una coalizione quanto meno eterogenea e problematica di Gerb con i socialisti di Bsp e con il partito populista 'C'è un popolo come questo' (Itn). Non disponendo della necessaria maggioranza di 121 deputati su 240, il traballante esecutivo è stato costretto a contare sull'appoggio esterno incondizionato del 'Movimento per diritti e libertà - Nuovo Inizio' (Dps-Nn), una delle due frazioni della minoranza turca, quella di Delyan Peevski, figura centrale e controversa della politica bulgara, accusato da anni di essere il simbolo della corruzione nazionale.
Negli ultimi 15 anni in Bulgaria si sono succeduti ben 9 governi tra regolari di breve durata e governi ad interim. L'attuale esecutivo dimissionario di Zhelyazkov dovrebbe restare in carica fino allo scioglimento del parlamento e la nomina di un governo ad interim, il quale nell'arco di due mesi dovrebbe organizzare il voto anticipato.