Mosca ostenta indifferenza per il vertice del G7 di Évian-les-Bains (Francia), che avendo ritrovato apparentemente unità d'intenti tra gli USA e l'Europa, si è concluso con l'assicurazione di un "incrollabile sostegno all'Ucraina" e la promessa di "aumentare la fornitura di ulteriori capacità" militari a Kiev. Il presidente Vladimir Putin preferisce volgersi ad est, ospitando nella città di Kazan un vertice con i paesi dell'Associazione delle nazioni del sudest asiatico (Asean), che riaffermano l'intenzione di mantenere i legami commerciali con la Russia.
Al Cremlino si aspetta sempre una visita degli inviati statunitensi, Steve Witkoff e Jared Kushner, per tastare le reali intenzioni del presidente Donald Trump. Cioè per sapere se l'inquilino della Casa Bianca, dopo la pausa imposta dalla guerra con l'Iran, abbia in programma di riprendere l'opera di mediazione tra Mosca e Kiev, nonostante da Évian abbia detto che potrebbe presto reimporre le sanzioni sul petrolio russo.
A fare presagire a Mosca una continuazione degli sforzi diplomatici americani è del resto il commento di Trump, che ha detto di avere avuto in questi giorni "ottimi colloqui" non solo con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in presenza, ma anche al telefono con Putin.
Ma intanto qualcosa si muove anche in seno alla UE. Mentre il presidente ucraino è atteso nelle prossime ore a Bruxelles per il vertice dei leader dei 27, l'ufficio del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, avrebbe avviato nelle scorse settimane brevi contatti per aprire canali di comunicazione con il Cremlino che servirebbero a discutere una pace negoziata.
"L'Ue ha interessi specifici che dovranno essere difesi, pertanto è importante disporre di canali diplomatici consolidati con la Russia", hanno detto fonti dell'Unione europea citate dall'agenzia di stampa newyorchese Bloomberg. Tradotto: al di là delle dichiarazioni comuni uscite dal vertice delle sette maggiori economie liberali al mondo, poi non si può lasciare che a discutere con Putin sia solo Trump. Era stato lo stesso Costa, del resto, ad evocare per due volte all'inizio di maggio l'esigenza di avviare un dialogo con la Russia, trovando orecchi attenti al Cremlino.
A Mosca, dunque, si osservano con attenzione le iniziative diplomatiche occidentali, oltre alle promesse di sostegno militare a Kiev. E per quanto riguarda il ruolo da protagonista che Zelensky è sembrato assumere sulla riva francese del Lemano, Maria Zakharova si è incaricata di sminuirlo con termini sarcastici, com'è nel suo stile. In un'intervista radiofonica, la portavoce del ministero degli esteri ha affermato che il presidente ucraino doveva "dimostrare a coloro che considera i suoi, che non solo non è dimenticato, ma che è, per così dire, il centro di tutta la creazione del mondo occidentale". "Questo era ciò di cui aveva bisogno, e ha cercato in ogni modo di rappresentarlo, nel suo debole vestito nero da dittatore", ha aggiunto Zakharova.
A Kazan, 700 chilometri a est di Mosca, Putin ha intanto incontrato il presidente delle Filippine, Ferdinando Marcos, dando il via a una girandola di colloqui bilaterali a margine del vertice con i paesi dell'Asean. Alla due giorni del vertice partecipano anche i primi ministri di Thailandia, Vietnam, Cambogia, Laos, Malaysia e Singapore.
Paesi che sono stati colpiti più di altri dalla crisi energetica seguita alla chiusura dello Stretto di Hormuz e che quindi si rivolgono alla Russia per assicurarsi fonti continue di approvvigionamento. Una necessità che si sposa con la politica di Mosca di rafforzare la cooperazione con i paesi asiatici per ovviare alla perdita di mercati di sbocco delle sue materie prime in Occidente a causa delle sanzioni.
"Il nostro bisogno di energia nell'Asean continua a crescere e questo significa che abbiamo l'esigenza di una catena di forniture altamente sviluppata e diversificata - ha sottolineato il segretario generale dell'associazione, Kao Kim Horn. E la Russia ha una vasta esperienza nella produzione e nella fornitura di energia".