I leader chiedono alla Commissione uno strumento di diversificazione e un toolbox per il de-risking; scontro sul Bilancio pluriennale e proposte per nuove risorse proprie
La Cina produce troppo e conquista i mercati mondiali grazie a sussidi pubblici e a una moneta - lo yuan - tenuta sistematicamente bassa: sono "distorsioni della concorrenza che non vogliamo semplicemente accettare", ha scandito dal summit di Bruxelles il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Per questo i leader dell'Ue hanno chiesto alla Commissione di mettere a punto degli strumenti per rafforzare le difese commerciali e ridurre le dipendenze strategiche. L'attesa è che venga presentato un nuovo 'strumento di diversificazione', per accelerare il "de-risking", come ha spiegato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.
"Un deficit commerciale di un miliardo di dollari al giorno è semplicemente insostenibile", ha chiarito il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Si cercherà insomma di ridurre la dipendenza delle imprese europee sui mercati più critici. Il nuovo "toolbox" della Commissione potrebbe arrivare già per lo Stato dell'Unione di settembre: i leader dell'Ue hanno comunque chiesto al Berlaymont di far presto, anche se nelle conclusioni del summit il tema entra in forma felpata: si registra solo il "dibattito strategico sugli squilibri macroeconomici globali".
Il ragionamento più esplicito lo ha fatto appunto Merz: "Quando vediamo che singoli Paesi rappresentano il 13-14% della domanda mondiale e contemporaneamente oltre il 30-40% della produzione industriale" e "si sovvenzionano sistematicamente capacità produttive eccessive" assieme a "una valuta che non è liberamente convertibile", allora "ci troviamo di fronte a distorsioni della concorrenza che non vogliamo semplicemente accettare".
Al summit è andato intanto in scena il primo scontro sul futuro bilancio pluriennale. Merz ha dato ancora una volta voce ai frugali, pur appellandosi a un accordo entro fine anno. La proposta della Commissione "è irrealizzabile. Non è finanziabile". Per la sola Germania costerebbe 15-20 miliardi in più l'anno, "non è sostenibile". Al di là delle dichiarazioni di rito, le posizioni in realtà sembrano avvicinarsi molto più rapidamente del previsto. Basti pensare al 'Fondo Unico' denunciato con orrore da molte parti politiche nei mesi scorsi e approvato in realtà senza colpo ferire al Consiglio Affari Generali di martedì scorso, con una vera e propria rivoluzione al funzionamento dei soldi comunitari.
Al summit i leader hanno poi accolto il suggerimento del Parlamento Europeo di studiare nuove vie per le risorse proprie: al di là dei contributi nazionali, insomma, la battaglia si sposterà oltre le proposte della Commissione su Ets, Cbam, rifiuti elettronici, tabacco e grandi imprese. Tanti, troppi veti. L'Eurocamera ha chiesto di valutare una tassa sui grandi operatori digitali o sulle scommesse online (dove già fioccano nuovi veti anche più convinti) o l'estensione del Cbam e anche (complicato, pare) il prelievo sulle plusvalenze delle criptovalute. Il negoziato è comunque partito e sullo sfondo si guarda almeno con ottimismo al nodo di come saranno rimborsati i bond del debito del Recovery: al termine della due giorni di summit, del tutto a sorpresa, si fa strada l'idea che si proceda a un rinnovo spostando più in là nel tempo il problema.