Il governo di Cuba ha risposto tramite il ministro degli Esteri, Bruno Rodríguez, alla minaccia di Donald Trump, sottolineando che Cuba "non riceve, né ha mai ricevuto, compensi monetari o materiali per i servizi di sicurezza forniti ad alcun Paese" e che "a differenza degli Usa", non ha "un governo che si dedica ad attività mercenarie, ricatti o coercizioni militari contro altri Stati".
Il post conclude affermando che "la legge e la giustizia sono dalla parte di Cuba" e che "gli Usa si comportano come un egemone criminale e incontrollato che minaccia la pace e la sicurezza, non solo a Cuba e in questo emisfero, ma in tutto il mondo".
In una pubblicazione su X Rodríguez ha anche rivendicato il diritto dell'isola a "importare carburante da quei mercati disposti a esportarlo e che esercitano il loro diritto a sviluppare le proprie relazioni commerciali senza interferenze o subordinazioni a misure coercitive unilaterali imposte dagli Stati Uniti".
"Per molti anni Cuba ha vissuto grazie alle ingenti quantità di petrolio e denaro provenienti dal Venezuela. In cambio, Cuba ha fornito ‘servizi di sicurezza’ agli ultimi due dittatori venezuelani, ma ora non più!", ha scritto su Truth Trump.