Estero

Trump sulla difensiva, attacca Biden e promette il boom economico

18 dicembre 2025
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"L'economia è più forte di quanto pensate: con me l'America è tornata". Il messaggio di Natale di Donald Trump sembra attingere dal copione del nemico Joe Biden che per mesi, senza successo, aveva cercato di convincere gli americani che le cose andavano bene.

Sulla stessa falsariga dalla Diplomatic Reception Room di una Casa Bianca carica di addobbi, il presidente si è rivolto alla nazione, e soprattutto alla sua base, descrivendo un'economia in crescita, difendendo le sue politiche, elogiando i suoi successi e promettendo un "boom economico mai visto". Non sono mancati gli attacchi al suo predecessore, il "vero responsabile" di tutti i problemi dell'America.

Trump è però apparso arrabbiato: in un discorso di soli 18 minuti ha seguito alla lettera il gobbo senza digressioni, saltando frettolosamente da un argomento all'altro. La sua frustrazione di fronte a un Paese che non sembra capire i progressi fatti e lo penalizza nei sondaggi è emersa palesemente dal suo tono combattivo. Il presidente è consapevole che la posta in gioco è alta: nel 2026 ci sono le elezioni di metà mandato e lo scontento del popolo Maga potrebbe tradursi nella sconfitta dei repubblicani, e quindi in un Trump anatra zoppa per la fine del suo mandato.

Il tycoon non ha fatto alcun accenno all'Ucraina e al Venezuela, solo brevemente a Gaza: "Ho risolto otto guerre e portato la pace in Medio Oriente". Non ha descritto l'"affordability" che sta tanto a cuore agli americani - ovvero la capacità di arrivare a fine mese - come un "bufala", cercando così di mostrarsi più empatico nei confronti dei problemi degli americani invece di minimizzarli.

"Ho ereditato un disastro e sto mettendo le cose a posto. I prezzi stanno scendendo velocemente", ha assicurato facendo riferimento a quel carovita che gli americani lamentano a gran voce e sul quale la sua base si sente tradita da promesse non mantenute. Un carovita che è "colpa dei democratici", responsabili - a suo avviso - anche della crisi della sanità che rischia di far aumentare pesantemente i costi per gli americani.

Con il Congresso che si appresta a lasciare Washington per le feste, il nodo dell'estensione dei sussidi all'Obamacare non è stato risolto: scadranno alla fine del mese e un aumento dei premi assicurativi è dato ormai per scontato in gennaio.

Per illustrare i suoi successi nella lotta all'inflazione, Trump ha presentato al pubblico una serie di dati: dal calo dei prezzi della benzina a quello della cena per la Festa del Ringraziamento, passando per il taglio del "400, 500 o 600%" dei prezzi dei farmaci. Quando il tycoon ha assunto l'incarico in gennaio l'inflazione viaggiava sul 3%, a novembre invece è scesa a sorpresa al 2,7%. Il rallentamento risente dello shutdown del governo (e quindi di dati parziali da esaminare) e non è tale da far tirare un sospiro di sollievo alle famiglie.

Proprio a loro Trump si è rivolto quasi chiedendo implicitamente un po' più di pazienza: il prossimo anno gli effetti delle sue politiche - ha detto - saranno più evidenti soprattutto sul fronte del taglio delle tasse e, forse, anche in termini di rimborsi che riceveranno grazie all'imposizione dei dazi. Su questo fronte il presidente non si è sbilanciato consapevole dell'imminente decisione della Corte Suprema sulle tariffe. Per ora gli unici che godranno di assegni ad hoc sono i militari americani, ai quali andrà il "warrior dividend", un dividendo del guerriero da 1'776 dollari.

"I dazi restano la mia parola preferita", ha comunque insistito Trump spiegando che alle tariffe si devono i "18'000 miliardi di investimenti" piovuti negli Stati Uniti. L'America "è tornata. Facciamo invidia al mondo intero", ha detto infine cercando di regalare un po' di speranza in vista di un Natale che, per molti, si presenta amaro.