Coreper approva una versione rivista dell'articolo 122, voto formale entro domani; contrari Ungheria e Slovacchia e possibile uso degli asset come garanzia per un prestito a Kiev
La presidenza danese ha informato che il Coreper - il Comitato dei rappresentanti permanenti presso l'Unione europea - ha concordato una versione rivista della proposta relativa all'articolo 122 (in merito all'uso degli asset russi, ndr) e ha approvato l'avvio di una procedura scritta per la decisione formale del Consiglio entro domani alle 17:00.
La mossa prevede il rinnovo a tempo indeterminato delle sanzioni che immobilizzano gli asset russi in Europa usando l'articolo 122 del Trattato che consente di procedere a maggioranza qualificata.
Alla decisione - a quanto apprende l'Ansa - si sono dichiarati contrari, sia sulla sostanza che sulla procedura scritta, solo l'Ungheria e la Slovacchia.
La versione del testo rivista si concentra infatti "esclusivamente" sulla garanzia dell'immobilizzazione dei beni russi su "una base più sostenibile". Ovvero a maggioranza e non più all'unanimità.
Nei prossimi giorni - afferma una fonte europea - "proseguiranno i lavori sulla questione del finanziamento dell'Ucraina nel 2026-2027", cioè il prestito a Kiev con gli asset russi a garanzia.
Se la procedura si chiuderà con un voto favorevole, a maggioranza qualificata, il blocco degli asset russi non avrà più una scadenza. Di fatto, non si prevede più un suo rinnovo semestrale e all'unanimità, ma viene disciplinato un congelamento più stabile nel tempo, che resterà tale finché non saranno gli stessi paesi membri ad intervenire per una nuova revisione che dovrà essere approvata a maggioranza qualificata.
Le implicazioni sull'uso degli asset, al momento, sono solo teoriche ed è probabile che il dossier non sia trattato prima del vertice europeo del 18 dicembre.
L'uso dell'articolo 122, come prevedono i Trattati, conferisce poteri d'emergenza all'UE per affrontare crisi economiche, in particolare gravi difficoltà nell'approvvigionamento energetico o altre calamità, permettendo misure di solidarietà come l'assistenza finanziaria agli Stati membri o l'adozione di misure straordinarie e prevede, appunto, il voto a maggioranza qualificata.