Estero

Appello contro disuguaglianze leader Spagna, Brasile e Sudafrica

21 novembre 2025
|

In un articolo congiunto pubblicato dal Financial Times, i presidenti del Brasile e del Sudafrica e il primo ministro della Spagna hanno sottolineato l'urgenza di affrontare la crescente disuguaglianza a livello globale, presentando una proposta per la creazione di un Panel Internazionale sulla Disuguaglianza. Il testo arriva mentre è in corso a Belém, in Brasile, la COP sul cambiamento climatico e alla vigilia del G20 che si terrà per la prima volta in terra africana, a Johannesburg. Vertici che "offrono una via per il progresso globale".

"Le sfide non potrebbero essere più gravi", evidenziano il presidente del Brasile Luiz Ignacio Lula da Silva, quello sudafricano Cyril Ramaphosa e il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez. "Le famiglie di ogni continente faticano sempre più ad arrivare a fine mese, mentre le comunità di tutto il mondo affrontano siccità, inondazioni e incendi forestali, non come notizie, ma come una nuova normalità, mentre i giovani vengono privati delle reali opportunità economiche. Le democrazie sono minacciate in tutto il mondo", rilevano.

I leader esortano la comunità internazionale a "un nuovo multilateralismo, che metta i bisogni delle persone al centro dell'agenda globale". E citano l'Alleanza globale contro la fame e la povertà, lanciata lo scorso anno sotto la presidenza brasiliana del G20, o anche la Piattaforma Azione di Siviglia, lanciata a giugno durante la quarta conferenza internazionale sul finanziamento allo sviluppo, come esempi concreti di come gli Stati possono cooperare per "sradicare le forme più estreme e crudeli di disuguaglianza".

Nel citare il primo rapporto del G20 sulle disuguaglianze globali, lanciato di recente dal premio Nobel Josep Stiglitz e da un team di esperti, i tre leader segnalano che "siamo di fronte a un'emergenza di disuguaglianza, proprio come affrontiamo un'emergenza climatica". Ed esortano la comunità internazionale a mettere la prima al centro dell'agenda globale, ricordando che "l'1% più ricco ha incamerato il 41% della ricchezza generata tra il 2000 e il 2024", mentre la metà più povera dell'umanità ha ricevuto soli l'1% di quella ricchezza. Questo divario, secondo i firmatari del testo congiunto, non solo mina l'economia globale, ma mette a rischio anche la democrazia, con "troppo potere e ricchezza nelle mani di pochi".

Pertanto, i tre leader fanno appello alla creazione di un organismo globale per affrontare le disuguaglianze, simile la Panel Intergovernativo sui Cambiamenti climatici (Ipcc), con l'obiettivo di fornire valutazioni autorevoli e guidare azioni concrete.

"Dobbiamo riscrivere le regole economiche internazionali e promuovere una cooperazione multilaterale basata sulla sovranità e la solidarietà", segnalano, nel sottolineare che le sfide globali come il cambiamento climatico, la crisi del debito e la giusta tassazione richiedano "nuove regole" e un approccio collettivo, "non unilaterale".

"I livelli estremi di disuguaglianza non sono inevitabili. Sono una scelta politica. Possiamo scegliere diversamente", ammoniscono, sottolineando che porre fine alla disuguaglianza "è una sfida generazionale che dobbiamo affrontare". A partire dalla creazione di un Panel internazionale sulla disuguaglianza: "Questa sarebbe un'eredità che definisce l'era", concludono.