In dichiarazioni all'emittente Informer, Vucic ha accusato i dimostranti di aver provocato gli animatori dell'accampamento anti-proteste nel parco Pionirski, lanciando bottiglie, petardi e altri oggetti contro le tende degli studenti che contestano il movimento anti-governativo. A suo avviso, è il risultato della frustrazione a causa del loro insuccesso, del raduno molto meno partecipato a suo dire di ieri a Novi Sad, frustrazione che hanno voluto scaricare contro 'Ciaciland', come viene denominato l'accampamento filogovernativo davanti al parlamento, che per Vucic è un simbolo di libertà e della Serbia che vuole andare avanti, lavorare, studiare, circolare liberamente. "Non hanno alcun piano tranne quello di nuocere e danneggiare l'immagine del Paese", ha affermato il presidente. A Belgrado resta alta la tensione davanti al parlamento, con la polizia in assetto antisommossa impegnata a separare con massicci cordoni le due fazioni contrapposte che si scambiano slogan offensivi e provocatori.
Il ministero dell'interno e i servizi segreti (Bia) da parte loro hanno diffuso un duro comunicato di condanna degli incidenti in corso nella capitale. Gli animatori di una manifestazione non annunciata e non autorizzata, hanno riferito, hanno attaccato gli occupanti dell'accampamento nel parco Pionirski - un assembramento definito annunciato e autorizzato da tempo - cercando di dar fuoco a una tenda e mettendo in serio pericolo l'incolumità degli occupanti. Nell'intervento della polizia, aggiunge il comunicato, un agente è rimasto ferito a una gamba da un petardo, ed è stato condotto in ospedale. In serata una protesta antigovernativa è stata inscenata nel centro di Novi Sad, con i dimostranti che hanno a lungo scandito slogan contro Vucic e il governo - 'Vogliamo elezioni', 'Pumpaj'.